Ceroni: "Il presidente per la Regione
lo sceglieremo senza preclusioni"

Ceroni: "Il presidente per la Regione lo sceglieremo senza preclusioni"
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Venerdì 9 Gennaio 2015, 15:25 - Ultimo aggiornamento: 23:23

ANCONA - «Stiamo lavorando seriamente sul programma. Il presidente lo sceglieremo insieme, senza preclusioni, dopo aver condiviso gli obiettivi e le scelte per raggiungerli, con chi non vuole restare a guardare». Così il coordinatore regionale di Fi Remigio Ceroni sulle prossime elezioni regionali. «Il nostro primo obiettivo - aggiunge - è quello di riparare i disastri realizzati dalla sinistra nelle Marche. Ci vorranno almeno 20 anni, gli stessi che sono stati impiegati per distruggere un sistema che aveva portato la nostra regione ad essere un modello economico di sviluppo. Il fallimento di centinaia di aziende, la chiusura di migliaia, il crollo del Pil, l'aumento della disoccupazione a ritmi sconcertanti, fenomeno un tempo sconosciuto, la caduta di migliaia di famiglie in situazione di drammatica povertà, sono i più rilevanti risultati di un tracollo economico di proporzioni bibliche, certificato da tutti i parametri economici».

«La nube che ha avvolto l'azione del governo regionale si sta dissipando - continua Ceroni - e fa emergere una situazione economica che definire drammatica è un eufemismo. Per anni abbiamo segnalato, sottolineato, suggerito, gridato, ma inutilmente. Sono stati sordi a ogni nostra proposta, a ogni nostro suggerimento perchè erano impegnati nella sotterranea guerra per la spartizione del potere e delle poltrone».

«Oggi - prosegue Ceroni - sono chiare le difficoltà nelle quali si sono trovati a lavorare prima D'Ambrosio e poi Spacca. Evito di ricordare i nomi, ma il numero di assessori che sono stati avvicendati, fatti fuori, in questi anni è davvero impressionante e indicativo delle lacerazioni interne alla maggioranza e delle faide che si sono consumate. La 'decapitazionè di Spacca è emblematica, come è sotto gli occhi di tutti la guerriglia in atto per la successione. Sui problemi che sta vivendo la nostra regione e sulle possibili soluzioni, silenzio assoluto. La nostra unica fortuna è che i marchigiani sono persone oneste, laboriose, dinamiche e grazie alla loro tenacia, sono riusciti con tanti sacrifici a mantenere in piedi la baracca, altrimenti la nostra regione si troverebbe oggi in condizioni economiche ancora peggiori, con parametri da profondo Sud».

«Il governo della Regione Marche in questi anni è stato assolutamente fallimentare, è urgente - conclude - un drastico cambiamento, noi ci siamo, chi vuole dare una mano si faccia avanti».

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