Marche, la mano tesa della Regione alle case di cura: 14 milioni e un tavolo aperto sulle tariffe

Martedì 4 Gennaio 2022 di Roberto Senigalliesi
Mario Vichi, presidente degli enti gestori delle residenze sanitarie e sociali delle Marche

ANCONA - Possono tirare un sospiro di sollievo. Almeno dal punto di vista economico. Gli enti gestori delle Marche, circa 160 in totale, di tutto il comparto sanitario (dei settore anziani, disabili, minori, salute mentale dipendenze, donne che hanno subito violenza), che ospitano 15mila persone nelle loro strutture in cui sono occupate 12mila addetti, possono guardare al futuro con maggiore tranquillità visto che il serrato confronto con la Regione Marche si è chiuso in maniera soddisfacente, portando all’ottenimento del 70% di quanto richiesto.

 
Le trattative di novembre
Incontri che si sono susseguiti dal 15 novembre al 21 dicembre con le Direzioni Bilancio, Sanità e Servizi Sociali della Regione per trovare, appunto, la risposta alla richiesta inoltrata sin dagli inizi del 2021 per i rimborsi delle maggiori spese e minori ricavi avuti nel corso dell’anno a causa del covid19 nelle rispettive residenze del sociosanitario e del sociale. E’ stato un percorso impegnativo perché da una parte la Regione aveva difficoltà a reperire le risorse per far fronte alle richieste, dall’altra gli enti gestori avevano ed hanno la necessità di far fronte ai maggiori costi sostenuti nell’anno. «Va riconosciuto- afferma il presidente degli enti gestori Marche Mario Vichi- che si è trovata da entrambe le parti la volontà a trovare comunque la soluzione, pur tra mancati trasferimenti di fondi dallo Stato alle Regioni per il settore sociosanitario e bilancio regionale in chiusura. Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto, soprattutto perchè sono state gettate le basi per aprire un tavolo di confronto che sarà utile anche in futuro. Va assolutamente dato atto dell’impegno che la giunta regionale ed il consiglio regionale hanno messo su questo tema».


I dettagli dell’accordo
Ma vediamo i dettagli di questo accordo, frutto di un lavoro comune, che assegna alle strutture oltre 14 milioni di euro (per la precisione 14.187.000 rispetto ai 22 milioni richiesti). Ma i rappresentanti degli enti gestori sono soddisfatti anche per un altro motivo.


Il tavolo tecnico permanente
«Dal confronto avuto- afferma ancora Vichi- si è convenuto di istituire un tavolo tecnico che riprenderà i lavori a gennaio per affrontare da subito il problema rimborsi dei maggiori costi che si potranno avere nel 2022 e soprattutto avviare finalmente la trattativa per la revisione delle tariffe sanitarie, ferme al 2002 e da anni mai affrontate. Inoltre va segnalato che l’intervento non riguarda solo il settore sanitario ma anche il sociale (dipendenze, minori, disabili) a cui sono stati assegnati 2 dei 14 milioni complessivi). In sostanza- conclude- riconosciamo l’impegno politico espresso dalla giunta regionale e il lavoro fatto dalla dirigenza per trovare la giusta soluzione per il rimborso dei maggiori costi sostenuti augurandoci che il clima di collaborazione che si è creato possa continuare nei prossimi mesi».


La situazione attuale
E la situazione attuale all’interno delle strutture? «Abbiamo di nuovo aumentato il livello d’attenzione ed ad oggi, a parte qualche caso sporadico, non ci sono particolari criticità. Tutti gli ospiti sono vaccinati con la terza dose, così come i dipendenti. Segno che la vaccinazione funziona. E c’è una nuova stretta sulle visite dei parenti».

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