I boschi delle Marche a rischio incendi
E scatta la protesta dei vigili del fuoco

I boschi delle Marche a rischio incendi E scatta la protesta dei vigili del fuoco
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Venerdì 17 Luglio 2015, 17:38 - Ultimo aggiornamento: 17:49

ANCONA - Con il gran caldo scatta l’allarme incendi dopo che nei primi sei mesi la nostra regione è stata tra quelle più risparmiate dalle fiamme. C'è l'allerta della protezione civile fino a domenica nelle Marche, mentre sale la protesta dei vigili del fuoco per il taglio dei fondi al servizio di monitoraggio. Con l’aggravarsi del rischio causato dal gran caldo, Coldiretti ha predisposto un decalogo per proteggere i 311mila ettari di foreste che coprono un terzo della superficie marchigiana: un'attenzione particolare per evitare di innescare incendi che a queste temperature potrebbero distruggere il nostro patrimonio boschivo.

Fino a domenica il Centro funzionale della Protezione civile regionale ha messo in allerta Provincie, delle Comunità Montane e dei Comuni, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del fuoco circa un alto rischio di incendi nel territorio marchiano. Il livello “alto” - si legge nella nota - implica che, ad innesco avvenuto, l'incendio si propagherà in maniera tale da poter rapidamente raggiungere dimensioni e intensità tali da renderlo difficilmente contrastabile con le sole forze ordinarie, ancorché rinforzate, richiedendo anche il dispiegamento di mezzi aerei.

Nel frattempo i coordinamenti e le segreterie regionali dei Vigili del fuoco Marche aderenti a Cgil, Cisl e Uilpa hanno inviato una nota contro il taglio dei fondi per svolgere il servizio boschivo. Una convenzione che la Regione stipula annualmente con i Vigili del fuoco. I tagli in questione, sottolineano Renato Ripanti, William Berrè e Rocco Tirabasso, “mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio boschivo regionali con costi inquantificabili laddove si verifichino incendi di vaste proporzioni. I sindacati condannato tale comportamento poichè già da diverse settimane tale accordo, seppur non ancora ratificato ufficialmente, era stato condiviso da ambo le parti”.

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