Aste per le spiagge, Castelli: «Pronti ad un'impugnativa e ad arrivare alla Consulta. Prima serve una mappatura»

Aste per le spiagge, Castelli: «Pronti ad un'impugnativa e ad arrivare alla Consulta. Prima serve una mappatura»
Aste per le spiagge, Castelli: «Pronti ad un'impugnativa e ad arrivare alla Consulta. Prima serve una mappatura»
di Martina Marinangeli
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Giovedì 26 Maggio 2022, 02:10

Guido Castelli, assessore regionale al Demanio, il settore degli operatori balneari è in rivolta per la questione Bolkestein e la mediazione proposta dal governo non sembra essere sufficiente per calmare le acque. Qual è la posizione della Regione Marche in merito?
«La questione crea tensione nel governo perché la Bolkestein è una di quelle direttive che dall’alto, in maniera estremamente verticistica, viene calata sui territori. La posizione che ho sempre rappresentato a nome delle Marche è chiara e non è cambiata: pretendiamo che ci sia preliminarmente una mappatura delle aree demaniali prima di procedere all’attivazione di qualsiasi misura che preluda alle gare».

 

Di mappatura, al momento, non si sta parlando: nella bozza di mediazione sarebbero previsti la proroga di un anno per le aste e gli eventuali indennizzi calcolati con riferimento alle scritture contabili e ad una perizia giurata
«In realtà, anche nella maggioranza di governo ci sono posizioni complesse ed articolate, tanto è vero che è tutt’altro che provato che l’indizione delle gare si abbini ad un indennizzo effettivamente corrispondente al valore di mercato delle aziende che potrebbero essere “espropriate”».

Come vi siete mossi finora?
«Abbiamo già inviato una circolare ai nostri Comuni con la quale diciamo loro di astenersi dall’indire gare fintanto che non ci sia una determinazione più precisa. Nel frattempo, i tribunali amministrativi stanno rimettendo i provvedimenti dello Stato alla Corte di giustizia europea». 

C’è possibilità che la questione si risolva nei tribunali?
«La situazione è molto complicata. Le mappature non ci sono, ma il governo va avanti perché lo dice l’Europa. Noi, tuttavia, per prima cosa dobbiamo tutelare i titolari delle concessioni che, di qui a qualche settimana, proporranno ai turisti le bellezze delle nostre spiagge, ma lo faranno con la morte nel cuore, senza una certezza che i loro sforzi saranno oggetto di una tutela da parte dello Stato italiano».

Se il provvedimento dovesse passare per come è ora, la Regione che farebbe? Vi incatenerete davanti ai palazzi romani?
«Le Marche sono guidate da un presidente che non è espressione di un partito della maggioranza di governo, quindi non abbiamo nessun tipo di imbarazzo neanche politico. Da parte nostra, eserciteremo tutte le attività di moral suasion rispetto a questa scelta. Non capiamo per quale motivo non si proceda esattamente per come la direttiva richiede, ovvero passando per le mappature».

E se la moral suasion non dovesse funzionare?
«Ci riserviamo anche di percorrere la strada dell’impugnativa dei provvedimenti lesivi nei confronti dei nostri operatori balneari, nel caso in cui dovessimo trovarci nella condizione di tutelare i loro diritti». 

Una lotta senza quartiere, insomma
«Si può sollevare anche un’eccezione di costituzionalità: una legge, infatti, può anche essere incostituzionale. In sintesi, valuteremo ogni possibile azione di contrasto. Continuiamo a dire che la Bolkestein è una direttiva servizi che non si dovrebbe applicare alle aziende. Dobbiamo trovare una soluzione». 

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