Tre nuovi caselli e la terza corsia A14 a sud: le Marche ci provano, palla ad Autostrade

Tre nuovi caselli e la terza corsia A14 a sud: le Marche ci provano, palla ad Autostrade
Tre nuovi caselli e la terza corsia A14 a sud: le Marche ci provano, palla ad Autostrade
di Andrea Taffi
4 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Febbraio 2021, 08:41

ANCONA - Tre nuovi caselli sull'autostrada A14: Pesaro sud, Fano nord e Val Potenza. La Regione Marche apre il tavolo tecnico con Autostrade per l’Italia partendo dai progetti più abbordabili e spera di poter alzare il tiro quanto prima. Ovvero arrivare a parlare in tempi brevi della terza corsia a Sud con tutti i “se” e i “ma” del caso, che in questo caso non sono pochi. 

Il tema svincoli

Le questioni sono state oggetto di un confronto avvenuto nella sede di Autostrade per l’Italia a Roma a cui hanno partecipato da una parte l’amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi e l’ingegner Fontana, responsabile investimenti-progetti e dall’altra il governatore delle Marche Acquaroli, accompagnato dall’assessore regionale alle Infrastrutture Baldelli. Tra i primi temi sul tavolo quello dei nuovi svincoli marchigiani sulla A14. La discussione è aperta da tempo: il casello di Pesaro sud, ad esempio, può vantare l’iter più avanzato di tutti tanto che si sta parlando di progetto esecutivo. Più indietro invece sono le carte per le uscite di Fano nord e per la valle del Potenza dove invece bisogna avviare gli studi di fattibilità. 

Ascolto e disponibilità

Le Marche tuttavia hanno trovato ascolto e disponibilità dai vertici di Aspi e questo viene considerato come il primo aspetto positivo di giornata. In tema di uscite e di servizi sul territorio, la Regione ha presentato la sua idea di massima che sarebbe quella di dotare tutte le uscite di parcheggi scambiatori. Il più importante sarebbe certamente quello pensato per Ancona nord ai confini tra Falconara e Chiaravalle con una connessione che possa annettere anche aeroporto e interporto che si trovano nel raggio di pochi chilometri. Progetto ambizioso che dovrà mettere in fila tutti i soggetti istituzionali partendo, in questo caso, da Autostrade per l’Italia. Fin qui le cose semplici: il vero nodo della questone invece è sempre la terza corsia a Sud per la A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto. Il timido risveglio di un mese fa per ora è lettera morta: dopo il rilascio del piano industriale di Aspi del 21 gennaio senza traccia dell’ampliamento di cui sopra, il giorno dopo Autostrade per l’Italia informò tutti di aver ricevuto dal ministero l’indicazione di avviare un progetto di fattibilità sulla terza corsia fino all’Abruzzo. 

La dichiarazione di intenti

Una manifestazione dai contorni precisi che ha trovato pochi appigli nell’incontro di ieri: «Tomasi e Fontana ci hanno spiegato - riferisce l’assessore Baldelli - che serve un impegno ufficiale del ministero, in quanto concedente, presso Aspi che è concessionario». Insomma, per quanto ufficiale fosse il comunicato di gennaio, deve essersi trattato di una dichiarazione di intenti finita immediatamente nel dimenticatoio spalancatosi con la caduta del governo Conte. 

Un mese buttato via

«Nessun passo indietro - dice il titolare delle Infrastrutture di Palazzo Raffaello - perché non c’è mai stato un passo avanti. Se alle parole non seguono gli atti si tratta di solo di chiacchiere» Piuttosto, adesso Acquaroli e Baldelli dovranno chiedere udienza al neoministro Giovannini con il quale va valutata anche la nomina in sospeso del presidente dell’Autorità portuale. «Allo stato attuale - conclude Baldelli - possiamo dire che di pronto c’è soltanto il progetto per portare la terza corsia fino a Pedaso che ovviamente va rivisto e aggiornato». Ma l’obiettivo è quello di risentirsi a breve, insomma provare un qualche tipo di pressing. 

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