A14, incubo cantieri al bivio: aperti senza stop fino al 30 giugno o due weekend liberi ma fine lavori più tardi. Ecco cosa si decide

Giovedì 10 Giugno 2021 di Andrea Taffi
A14, incubo cantieri al bivio: aperti senza stop fino al 30 giugno o due weekend liberi ma fine lavori più tardi. Ecco cosa si decide

ANCONA - Turarsi il naso e convivere in A14 con quattro chilometri di coda prima e dopo il tratto Pedaso-Grottammare per altri 20 giorni? Oppure accettare la proposta di Autostrade per l’Italia di sgomberare i cantieri di manutenzione delle gallerie durante i weekend ma avere i lavori che si allungheranno fino al 15/20 luglio? Di questo si parlerà oggi al tavolo tecnico di Roma: da una parte le Regioni Marche e Abruzzo (perché anche i nostri vicini hanno lo stesso problema), dall’altra il ministero delle Infrastrutture e il concessionario Autostrade per l’Italia.

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Il male minore
Difficile capire qual è l’incubo meno angosciante: dal 13 maggio, data di inizio lavori, a oggi le Marche hanno conosciuto quattro settimane di inferno che hanno riportato il tratto Sud della A14 ai tempi dei sequestri dei cavalcavia di un anno e mezzo fa. Sembrava il passato e invece è un inferno che ritorna. Ogni giorno lo stesso bollettino: restringimenti e scambi di carreggiata, tappi e code di tre-quattro chilometri di auto per chi viene da Sud e per chi da Nord scende. È pensare che è uno dei tratti più suggestivi delle Marche, proprio da dove - peraltro - si può sbirciare il paese alto di Grottammare, una perla delle Marche. Questo se fila tutto liscio. 


Se ci scappa l’incidente
Se ci scappa l’incidente come ieri allora i chilometri raddoppiano: sei, sette e andare. Non c’è terza via in questa storia. L’ingegner Alberto Selleri, responsabile delle manutenzioni delle gallerie di tutta la rete di Autostrade apre a 360 gradi il piano dei lavori. «Dopo l’incidente nella galleria in Liguria a dicembre 2019 la normativa è stata rivista completamente. Le prime linee guida sono arrivate a maggio con la necessità di offrire maggiore sicurezza per infrastrutture che risalgono anche a 60 anni fa». Dunque procedure minuziosissime: ispezioni preliminari, visive, di persona, smontando i rivestimenti, le canaline e le lamiere, gli impianti. 


Il doppio binario di verifica
«In parallelo - documenta Selleri - c’è l’assessment (dall’inglese, valutazione, ndr) che si svolge in più fasi. Si fanno indagini di approfondimento prima con il laserscanner per la superficie interna, poi con il georadar che consente di individuare gli spessori ed eventuali vuoti o fessure del rivestimento. Ancora: carotaggi con schiacciamento del calcestruzzo per vedere la resistenza, oppure l’utilizzo di martinetti piatti per verificare lo stato di sollecitazione. E abbiamo anche recuperato i piani di costruzione per non lasciare nulla al caso». Per i sei fornic i del tratto Sud della A14 marchigiani questo lavoro è stato fatto con ispezioni notturne dall’estate scorsa fino a primavera. «Si va dai 100 ai 150 metri a notte in galleria» dettaglia Selleri. Un lavoro che porta via settimane intere. Dopo le quali si procede al progetto di manutenzione: «Che viene diviso - spiega ancora Selleri in conci, sezioni, da 20 metri per i quali viene codificato un ordine di priorità». Per cui si decide se la galleria ha bisogno di lavori definitivi o provvisionali. 


Lo stato dell’arte
Ma resta un lavoro lunghissimo. Nelle Marche si tratta di lavori provvisionali per la gran parte e Selleri dice che siamo nei tempi previsti: «Allo stato attuale lavorando tutti i giorni noi chiudiamo il 30 giugno» spiega con voce sicura. Ma la scorsa settimana Autostrade ha offerto la possibilità di chiudere i cantieri nei weekend. È un buon affare? «Per noi significa non lavorare da venerdì pomeriggio fino a lunedì mattina inoltrata. E tenga conto che se venerdì pomeriggio devo liberare la strada, dalla mattina devo sgomberare i mezzi, portare via e pulire». E quel che si perde a giugno poi si deve recuperare a luglio: alla fine saranno sempre le Marche a rimetterci.

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Ultimo aggiornamento: 15:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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