Ferrovia, sindaci contro l'arretramento a stralci: «Si penalizza il sud delle Marche»

Ferrovia, sindaci contro l'arretramento a stralci: «Si penalizza il sud delle Marche»
Ferrovia, sindaci contro l'arretramento a stralci: «Si penalizza il sud delle Marche»
di Martina Marinangeli
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Domenica 10 Luglio 2022, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 23:44

ANCONA L’obiettivo finale resta quello di un progetto unitario di arretramento lungo tutta la linea ferroviaria Adriatica. La via del compromesso, tuttavia, passa per una divisione della regione in due macro aree ed è il governatore Francesco Acquaroli a definirne geografia e road map nella sua richiesta al ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini: «Concentrarsi su una soluzione d’insieme per il tratto fino a Falconara, per poi passare al resto delle Marche». Insomma, partire dal nord della regione, che può già contare sul progetto di bypass finanziato a Pesaro con 1,2 miliardi di euro e sullo snodo di Falconara inserito nel piano industriale di Rfi. Per il sud, si vedrà in seguito.

 
Le reazioni
Una posizione che ha suscitato le perplessità dei primi cittadini dei Comuni al di sotto della linea Maginot di Falconara, che speravano in tempi celeri per la realizzazione dei bypass tra Porto Recanati e Civitanova, e tra Porto San Giorgio e Grottammare, promessi da Giovannini. La bordata più pesante, tuttavia, la lancia il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, nonostante la posizione di Palazzo Raffaello si sia fatta più conciliante con la sua: «La Regione collabori invece di far perdere tempo con polemiche campanilistiche. Potenziamento della ferrovia a stralci: era evidente dall’inizio che questa fosse l’unica cosa che si poteva e doveva fare. Invece sì è creato un dibattito surreale perché si partiva da Pesaro. Quanto tempo perso, quante polemiche inutili e di basso livello. È ora che la Regione individui tratti e interventi possibili, finanziabili già dalla prossima legge di bilancio».

Meno tranchant ma comunque non soddisfatto il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini: «Mi sono più volte confrontato con il presidente Acquaroli, condividendo la necessità di studiare bene il tracciato, sfruttando la linea della A14. Partire con il tratto fino a Falconara di certo rallenterà l’iter per il sud. I tempi saranno lunghi e tutta la nostra zona avrà maggiori difficoltà per il turismo, che è la nostra forza». Pensiero condiviso dal collega di Porto San Giorgio Valerio Vesprini, che ha chiesto un incontro pubblico con Acquaroli ed i sindaci della costa: «Non è possibile che noi primi cittadini non sappiamo mai niente. Dobbiamo essere protagonisti, non subire decisioni calate dall’alto. Si parte sempre dal nord, ma sarebbe più opportuno considerare tutta la regione. E poi, perché proprio fino a Falconara? Vogliamo risposte».

Per Enrico Piergallini, fascia tricolore di Grottammare, «non può passare troppo tempo tra lo sviluppo dei progetti a nord e quelli di bypass a sud, perché l’impatto del potenziamento della linea è lo stesso su tutta la costa Le dichiarazioni di Giovannini sui bypass a sud ci avevano rassicurato, ma non abbiamo visto neanche i disegni. Partiamo almeno con i progetti di fattibilità».

Secondo Vincenzo Berdini, sindaco di Pedaso invece, il rischio è quello di «una guerra tra poveri. Se l’arretramento arriva ad Ancona, per noi del sud non risolve il problema: vogliamo avere tempi e programmazione certi anche per il tratto che ci riguarda. Il nord viene sempre privilegiato».

A fare il controcanto ci pensano i sindaci di Falconara e Civitanova. Stefania Signorini e Fabrizio Ciarapica, che invece plaudono alla proposta di Acquaroli: «È fondamentale il sostegno che ci sta offrendo - commenta la prima cittadina - Ha sempre ascoltato i territori e con la proposta avanzata al ministro Giovannini dimostra di avere a cuore la tutela delle comunità costiere».

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