Marche in arancione e braccio di ferro Acquaroli-Speranza: «Se il governo non elimina i colori bisogna tornare a parlare di ristori»

Marche in arancione e braccio di ferro Acquaroli-Speranza: «Se il governo non elimina i colori bisogna tornare a parlare di ristori»
Marche in arancione e braccio di ferro Acquaroli-Speranza: «Se il governo non elimina i colori bisogna tornare a parlare di ristori»
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Domenica 6 Febbraio 2022, 02:45

ANCONA  - Se il governo non è intenzionato a cancellare il sistema dei colori, allora vanno chiesti nuovi ristori «in virtù delle restrizioni che impone». L’affondo è del governatore Francesco Acquaroli che per il secondo giorno consecutivo critica fortemente la decisione del ministro Speranza di firmare il passaggio delle Marche in zona arancione a partire da domani. 

 


«Bisogna riprendere in Conferenza delle Regioni la discussione sui ristori - ribadisce - perché se il governo ritiene di non rimuovere questo tipo di divisione in fasce di colore e di restrizioni, deve anche fronteggiarne le conseguenze che pesano su interi settori, come il turismo, le attività commerciali ed economiche, il mondo dello spettacolo e non solo». Al di là delle restrizioni - che poco cambiano se non per i no vax - il presidente Acquaroli è convinto che «la zona gialla, e a maggior ragione la zona arancione, comportano un messaggio di allarme con delle ulteriori conseguenze sociali ed economiche». E a supporto della sua linea pubblica sulla pagina Facebook un grafico dove mostra l’aumento esponenziale dei casi positivi tra i marchigiani e quello dei ricoveri nella quarta ondata pandemica da metà novembre.

«A fronte di un aumento molto elevato di positivi registrati, non corrisponde un uguale aumento dei ricoveri nelle nostre strutture ospedaliere, consegnandoci la fotografia di una situazione che fortunatamente, anche grazie alla campagna vaccinale, resta sotto controllo». Ventiquattro ore dopo la decisione del ministro, la situazione negli ospedali è addirittura migliorata con la dimissione di 15 pazienti e una diminuzione della saturazione delle Terapie intensive che ora è appena sopra la soglia del parametro previsto per legge: quattro le vittime ufficializzate e 2.484 nuovi positivi, in netta discesa. «Per questo - sottolinea Acquaroli - abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere al governo di cambiare strategia e di adeguarla a questa nuova fase, che a noi risulta chiara e inequivocabile». 

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