Nelle Marche le produzioni di miele azzerate o dimezzate a causa della siccità. «Stremate dal caldo, nutrite con soluzioni zuccherine»

Lunedì 6 Settembre 2021
Nelle Marche le produzioni di miele azzerate o dimezzate a causa della siccità. «Stremate dal caldo, nutrite con soluzioni zuccherine»

ANCONA - Stremate dal caldo e dalla mancanza di polline. Le api nei 77mila alveari delle Marche hanno subito pesantemente il clima rovente e la siccità dell’estate che sta finendo. Talmente stremate che gli apicoltori della regione sono dovuti ricorrere a soluzioni zuccherine per nutrirle ed evitare una strage dei preziosi insetti produttori di miele. Che ovviamente ha subito un forte decremento. 

 

 
La mappa
L’allarme lo ha lanciato la Coldiretti Marche nei giorni scorsi, alla luce dell’andamento della raccolta del miele secondo i report mensili dell’Osservatorio nazionale. «Nelle Marche a causa del clima che ha alternato dall’inizio dell’anno siccità a bruschi cali di temperatura ed eventi estremi si è pressoché azzerata la produzione di miele di acacia e ridotta sotto la media, salvo alcune aree della provincia di Macerata, quella del millefiori primaverile». Gli apicoltori nel corso di questi mesi sono dovuti più volte intervenire con soluzioni zuccherine per sfamare le loro api stremate dal caldo e dalla mancanza di polline. Ben al di sotto della media la raccolta di millefiori estivo: tra 5 e 7 chili ad alveare sui Sibillini, tra 2 e 4 chili in collina nelle province di Ascoli, Fermo e Macerata. Meglio è andata nel Pesarese con circa 4-5 chili ad alveare. Situazione diversificata per quanto riguarda il miele di castagno con punte di 15 chili per alveare ma anche zone da appena 2-3 chili di media. Per fare il punto della situazione il direttore di Coldiretti Marche, Alberto Frau, ha incontrato Sergio Cocciarini, presidente del Consorzio Apistico della provincia di Ancona. Un primo faccia a faccia per valutare strategie sostegno di un settore che nelle Marche conta oltre 77mila alveari (il 13% in biologico) curati da circa 3.200 apicoltori. 


La situazione
Nel giro di 5 anni le attività sono cresciute di oltre il 65% a testimonianza che questa produzione rappresenta un’importante opportunità di reddito per le aziende agricole. Ora però il calo produttivo innescato dal clima pazzo rischia di portare sulle tavole degli italiani prodotto estero, spesso di bassa qualità. Per evitare ciò , occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori locali.

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