Angelo Galeati: «Ex premier promosso ma adesso ci vuole una svolta fiscale e giudiziaria»

Angelo Galeati,ad gruppo Sabelli e presidente Fondazione Carisap
Angelo Galeati,ad gruppo Sabelli e presidente Fondazione Carisap
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Venerdì 5 Febbraio 2021, 10:48

Angelo Galeati, Ad Gruppo Sabelli e presidente Fondazione Carisap.

Cosa pensa del governo Conte appena dimesso: è soddisfatto o deluso. Poteva fare meglio (o peggio)? 

 «A prescindere dagli schieramenti che lo hanno formato, Conte ha dimostrato di non essere un burattino dei partiti, ma ha saputo coordinare bene l’attività istituzionale. Ha dovuto gestire momenti difficili e lo ha fatto in maniera egregia. Restano, però, sospese le riforme che il popolo si aspetta». 

Draghi è la soluzione migliore? O sarebbe stato meglio andare a votare e farla finita?

 «Penso che bisognerebbe votare, ma in questo momento non mi sento di recarmi alle urne. Preferisco che una persona di fiducia assoluta in campo mondiale prenda in mano il timone del governo e traghetti la situazione per arrivare alle elezioni. Adesso vedremo se sarà costretto a mediare con la politica».

Quali sono le prime 5 cose che chiederebbe di fare a Draghi per il Paese? Quali le riforme più urgenti?

«Sostegno all’economia e alla popolazione e tutto ciò che serve per uscire dall’emergenza sono tutte azioni da fare nel breve periodo. Nel medio periodo penserei ad una riforma del sistema elettorale, del sistema giudiziario e di quello fiscale. Nell’emergenza bisogna continuare con i ristori e uscire da questa situazione limitando i danni».

Fosse il governatore delle Marche cosa chiederebbe a Draghi per la nostra Regione? Quali secondo lei 
le priorità?

«Il nuovo governo della Regione ha spinto molto per le infrastrutture logistiche, per le reti stradali, ferroviarie e aeroportuali. Si tratta di temi già in atto, perché Falconara sta ripartendo, si sta lavorando sulla Salaria, la Quadrilatero si sta terminando e si sta ragionando sulla bretella del porto di Ancona. Non bisogna abbandonare il tema del rinforzo infrastrutturale».

Ritiene che la preparazione economica di Draghi agevolerà il rilancio delle imprese italiane?

«Sicuramente si. Draghi non è uno sprovveduto, sa che l’economia italiana ha un tessuto fatto di micro e medie imprese. Stimolando questo tessuto, tutta l’economia può ripartire». 

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