Morani scuote il Pd e non non concede sconti: «Primarie entro ottobre, Mangialardi si dimetta»

Giovedì 12 Maggio 2022
Alessia Morani

Onorevole Alessia Morani, deputata del Partito democratico, a giugno si vota per le Amministrative: che risultati vi aspettate?
«Mi auguro che ci sia un’inversione di tendenza in alcuni Comuni importanti, a partire da Jesi, dove sarò venerdì (domani, ndr) con il nostro candidato sindaco Lorenzo Fiordelmondo. Ma anche a Fabriano, Civitanova e Tolentino».

 
Un obiettivo ambizioso. Fattibile da centrare?
«La destra si è dimostrata incapace di governare e senza progetti. Basti vedere il disastro che, tra Regione e Comune, hanno fatto a Jesi con la partita di Amazon. L’investimento della multinazionale potrebbe cambiare il volto della città e di tutto il territorio marchigiano, con benefici economici ed in termini di posti di lavoro importantissimi. Ma questo è solo un esempio di come sprechino le opportunità che vengono loro offerte».


Per farne altri?
«Quando ero al governo, abbiamo approvato il Contratto Istituzionale di Sviluppo, con tantissime risorse per il sisma che vengono distribuite su progetti ambiziosi ma con ricadute molto improbabili sul territorio. Come quello a Sarnano, o la pista da sci a Macerata. Ma anche nel settore della sanità, c’è grande confusione tra assessore alla Sanità e quello all’Edilizia sanitaria, che preferiscono farsi i dispetti piuttosto che spiegarci quali siano i progetti. Stendiamo poi un velo pietoso sulle affermazioni di Saltamartini sulla correlazione tra intelligenza, dimensioni del cranio ed organi femminili».


Il Pd arriva a questa tornata elettorale commissariato a livello regionale: non è un buon biglietto da visita.
«Arriviamo con un commissariamento che, a mio avviso, è in ritardo di almeno un anno e mezzo. Non ritengo che, nella situazione in cui siamo oggi, sia la soluzione ai nostri problemi. Mi auguro che sia un commissariamento breve e che predisponga le condizioni per fare il congresso entro ottobre, non oltre. La comunità marchigiana merita di avere un partito organizzato, con una guida politica certa e con un nuovo gruppo dirigente».


Congresso unitario o tramite primarie?
«Primarie, perché abbiamo l’assoluta necessità di aprirci alle esperienze civiche e sociali che oggi guardano al Pd come ad una possibile speranza per il futuro. A quasi due anni dalla sconfitta elettorale alle Regionali, siamo ancora in una situazione a causa della quale i cittadini difficilmente riescono ad avvicinarsi».


In una prima fase, nella rosa dei potenziali candidati alla segreteria regionale c’era anche il suo nome. Poi ha fatto un passo di lato in favore di Antonio Mastrovincenzo. Ora che intenzioni ha? Si candiderà?
«Credo che ognuno di noi debba mettere la propria esperienza e la propria generosità a disposizione dei marchigiani. Vedremo, ma ovviamente credo che si debba ripartire da un candidato come Mastrovincenzo che era riuscito ad aggregare tantissime persone, anche non iscritte al Pd».


Le sorti dei dem marchigiani, di solito vengono decise a Pesaro e rumors parlano di ruggini tra lei ed il sindaco del capoluogo Matteo Ricci.
«Non ho ruggini con nessuno. C’è da lavorare molto per riprendere, anche nella nostra provincia, un modo di fare politica meno basato sui personalismi e più sul bene comune. Mi piacerebbe che questo spirito guidasse il partito in tutte le Marche».


Di recente, il Pd si è reso protagonista di uno scivolone assurto agli “onori” delle cronache nazionali, con la pubblicazione di un post con Slavini e Le Pen a testa in giù da parte del capogruppo regionale Maurizio Mangialardi: come valuta l’accaduto?
«Sono convinta della buona fede di Mangialardi, che ha raccontato come sono andate le cose. Credo però che, proprio per la condizione in cui versa il Pd nelle Marche, quando succedono fatti che ti portano in quel modo sulle cronache nazionali – peraltro nella giornata per noi più importante, quella del 25 aprile – bisognerebbe avere la sensibilità e la generosità di fare un passo indietro per la propria comunità politica».

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