Per unire Marche e Abruzzo mancano solo due chilometri. E il Molise è sempre lontano

Venerdì 4 Settembre 2020 di Veronique Angeletti
Per unire Marche e Abruzzo mancano solo due chilometri. E il Molise è sempre lontano

ANCONA  - C’è un altra dorsale di cui si parla poco nelle Marche ma che, in Abruzzo, è considerata salva territori. È la pedemontana Marche - Abruzzo – Molise. Una dorsale che, nelle Marche, si chiama “Mezzina” ed è una strada di collegamento medio collinare, ma quando attraversa l’interno dell’Abruzzo prende il nome di “Pedemontana” e, nel Molise, di “Transcollinare”. Si tratta di un collegamento nord-sud che, l’anno scorso, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha presentato al premier Conte e al sottosegretario Giancarlo Giorgetti come «l’alternativa alla viabilità costiera dell’A14 che decongestiona l’autostrada dal traffico locale ma più di tutto è in grado di rilanciare le potenzialità economiche dell’entroterra marchigiano, abruzzese e molisano e di contrastare lo spopolamento dei territori interni». 


 
Il suo obiettivo: ottenere l’etichetta di arteria prioritaria e ciò a dieci anni dalla firma del protocollo d’intesa a Pescara da parte delle tre regioni in presenza delle province di Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso. Una dorsale che, lato Abruzzo, ricalca in gran parte il percorso della SS81, quello della Piceno Aprutino. Una strada storica che guarda il litorale e i monti, passa vicino alla Maiella e al Gran Sasso. Un saliscendi di 160 km tra colline e paesini arroccati che inizia nella città di Ascoli Piceno vicino a Porta Cartara, attraversa la provincia di Teramo, quella di Chieti e finisce nell’interno molisano. 

Lato Marche, la dorsale, partendo da nord verso sud, inizia in provincia di Ancona con la strada delle tre Valli (Misa- Esino- Musone) continua sulla “Mezzina” della provincia di Macerata e finisce con “l’intervallina Picena” detta “Mezzina” tra le province di Fermo e Ascoli. Ed è proprio l’assenza di alcuni suoi tracciati tra Fermo e Ascoli ad aver evidenziato che, nelle Marche del Sud, la viabilità costiera non aveva un’alternativa. Quando il gip di Avellino sequestrò, a metà settembre del 2019, le barriere bordo ponte di dieci viadotti dell’A14, limitando il transito in diversi tratti ad una corsia. Di conseguenza emerse in tutta la sua evidenza il ruolo de “l’intervallina” che collega il Fermano all’ascolano progettata quando il comprensorio era una sola provincia.

Questa strada parte dalla SS77, dal bivio Montecosaro, e arriva al Ponte sull’Ancaranese, quello che fa da confine tra le Marche e l’Abruzzo. Comunque non una strada moderna. Nel progetto rimane una strada extraurbana secondaria a due sole corsie con carreggiate che variano dai 9.5 ai 10,5 metri. Alcuni tratti sono nuovi ma è più di tutto un ammodernamento della strada attuale con una revisione intelligente delle sue tante curve e pendenze. Allo stato attuale, nel Fermano, l’opera è già realizzata per il tratto di 15 km che va dalla SS77 Bivio di Montecosaro sino alla provinciale Girola in comune di Fermo, e attraversa Sant’Elpidio a Mare, Montegranaro, Monte Urano, Torre San Patrizio e Fermo. Poi ci sono gli altri 30 chilometri condizionati negativamente dalla complicata geomorfologia del territorio - e dunque difficili da finanziare - che passano sul piano secondario, in una provincia, dove ancora manca un collegamento mare-monti e necessita di un potenziamento della sua viabilità sulla costa. Ma se passa la lobby dell’Abruzzo, tutto si può valutare.

Nell’Ascolano invece è stato realizzato il tracciato da Castel di Lama al bivio Villa Valentino, completata la circonvallazione di Offida mentre è in fase di costruzione il tratto fino alla Fornace di Offida. Proprio il 28 agosto scorso è stato posizionato un ponte a 4 campate, lungo 152 metri. Mancano ancora i due chilometri del tratto iniziale, quelli che collegano Castel di Lama al Ponte sull’Ancaranese. Un ponte che godrebbe davvero della Dorsale Abruzzese. Un accordo tra le province di Ascoli e Teramo risolverebbe l’attuale stato fatiscente del manto stradale. 

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