Maila Rosetti, parco Verde Azzurro di Cingoli: «Difficile assumere. La vera soluzione? Detassare il lavoro»

Maila Rosetti, parco Verde Azzurro: «La vera soluzione? Detassare il lavoro»
Maila Rosetti, parco Verde Azzurro: «La vera soluzione? Detassare il lavoro»
di Véronique Angeletti
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Lunedì 19 Febbraio 2024, 03:15 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 09:26

Dal 1994, la famiglia Rosetti ha investito nel Centro vacanze Verde Azzurro di Cingoli, un’acqua parco con 7 piscine e 2 ristoranti e ma dal 2001 anche hotel di 25 camere e villaggio di 80 bungalow.
Maila Rosetti, amministratore del resort ludico-turistico, in 30 anni come è evoluta la ricerca del personale?
«Prima reperivamo le figure a Cingoli e dintorni tramite il passaparola, il consiglio di amici, sia per il parco che per i ristoranti». 
Poi cos’è successo?
«Con l’apertura del villaggio vacanze e accordi con tour operator stranieri belgi, olandesi, tedeschi abbiamo avuto bisogno di persone che parlassero lingue straniere e più professionali. Negli anni 2000, funzionava ancora bene il passaparola, le collaborazioni con altre strutture turistiche ristorative e gli uffici di collocamento. Con l’arrivo della rete, tutto passa sul nostro sito web e sui social».


Niente più uffici di collocamento?
«Utilizziamo le liste sia di Tolentino, di Macerata, di Ancona ma gli anni scorsi spesso è stata una perdita di tempo. Chi era iscritto e percepiva il reddito di cittadinanza preferiva mantenere lo status quo anziché firmare un contratto a tempo determinato con noi».
Sta già cercando personale per la prossima stagione?
«Sì, iniziamo adesso».
Ma c’è chi già cerca da dicembre o anche ottobre…
«Per noi è controproducente. Lavoriamo nell’entroterra su 3 mesi e proponiamo contratti stagionali più corti degli altri. In compenso, offriamo l’alloggio e stipendi più alti. Ma nonostante questi vantaggi, spesso l’accordo salta in ultimo, a maggio o giugno perché la persona ha trovato un contratto stagionale più lungo o a tempo indeterminato. Una volta ci si poteva fidare della parola data, oggi no».
La soluzione?
«Detassare il lavoro affinché si alzino gli stipendi. Ma non so se risolve il problema della manovalanza. Perché mancano sì cuochi, camerieri e animatori ma si trovano, mentre lavapiatti e donne di pulizie sono sempre più rari. Poi, molti non amano lavorare nei momenti dove gli altri fanno festa...».
 

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