Macerata, ricorso respinto
Luca Traini resta dietro le sbarre

Giovedì 4 Aprile 2019
MACERATA - Luca Traini resta in carcere. Per la seconda volta i giudici respingono la richiesta dei domiciliari con il braccialetto elettronico per l’autore del raid xenofobo compiuto pochi giorni dopo la morte di Pamela Mastropietro. Questa volta a respingere la richiesta sono stati i giudici del Tribunale del Riesame di Ancona (i primi a rigettarla invece furono i magistrati della Corte d’Assise di Macerata, ndr) che ieri mattina hanno sciolto la riserva a 24 ore dalla discussione. «Abbiamo solo il dispositivo, non le motivazioni che saranno pubblicate a giorni», ha commentato ieri l’avvocato Giancarlo Giulianelli che ha evidenziato come in realtà la decisione presa dai giudici fosse già nell’aria «anche – ha aggiunto – per via del clamore mediatico che ha avuto la vicenda e dei risvolti, anche a carattere internazionale, che sono entrati nell’aula del Tribunale del Riesame». Martedì mattina davanti al collegio dorico il legale del tolentinate condannato a 12 anni per strage dopo il raid razzista compiuto il 3 febbraio dello scorso anno a Macerata, aveva chiesto la scarcerazione del proprio cliente e la concessione della misura dei domiciliari a casa del padre a Macerata. Secondo l’avvocato, infatti, Traini non sarebbe più pericoloso. «Sostenere che possa commettere un reato della stessa specie di quello per cui si procede – aveva evidenziato Giulianelli – è un pregiudizio». Per il legale, il giovane tolentinate ha già preso coscienza del suo violento gesto di cui tra l’altro si era detto pentito a distanza di poco tempo dai fatti. Una volta depositate le motivazioni si sapranno i motivi per cui i giudici hanno rigettato la richiesta.  © RIPRODUZIONE RISERVATA