Ma la sanità non era il castello incantato
di Ceriscioli? Le dieci domande chiave

Ma la sanità non era il castello
incantato di Ceriscioli?
Le dieci domande chiave
di Andrea Taffi
Regione e Pd, il momento più difficile: l'inchiesta sugli appalti fa tremare l'apparato. Ecco dieci domande per il Governatore. 

1 ---- Governatore Luca Ceriscioli, la Sanità era considerato il suo custodito e controllato giardino di casa: nomine fiduciarie passate al vaglio del giro di boa, due direttori per l’Agenzia Sanitaria in quattro anni, riunioni tutti i lunedì con i direttori delle aziende, un componente del suo staff dedicato alle liste d’attesa, un budget da 3,1 miliardi che pesa per l’80% sul bilancio annuale: non avendo dato deleghe sulla materia, politicamente quanto si sente responsabile di quanto è accaduto?

2 ---- Sul modello di governance accentrato, mantenuto anche dopo la calamità del terremoto sopravvenuta tra 2016 e 2017, non pensa che sia stato un azzardo aver persistito in questa condotta di leader unico e solitario del settore più importante della Regione Marche?

3 ---- Nelle ore successive all’Election day di quest’anno e visto il risultato delle Lega, lei aveva sostenuto su queste colonne che il Pd pur avendo centrato un discreto risultato, era chiamato a una rimonta «difficile ma possibile». Con un quadro sul quale si addensano pesanti nubi per la gestione della Asur non pensa che i suoi avversari politici oggi si trovino con la strada spianata?

4 ---- Se le indagini o gli sviluppi delle verifiche condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria della Finanza rivelassero che la condotta dei collaboratori scelti da lei per la gestione della sanità è in linea con le accuse fin qui affiorate, è possibile ipotizzare un suo passo indietro a una candidatura alle eventuali Primarie in vista delle Regionali 2020? 

5 ---- Fonti accreditate raccontano di un colloquio surreale martedì mattina - giorno successivo alla raffica di perquisizioni della Finanza - tra lei e il dg Asur Marini salito al settimo piano di palazzo Raffaello. In buona sostanza il manager avrebbe fatto un bel giro di parole ma non le avrebbe detto che era indagato e che aveva ricevuto la visita dei finanzieri. Ma le pare possibile che accada una cosa simile tra il governatore di una Regione e il suo manager tecnico dal peso specifico maggiore, considerato che è a capo di un’azienda da 14mila persone? Come può non essere stato violato il rapporto di fiducia?

6 ---- La proroga dei contratti dei manager a luglio 2018 non ha permesso di inserire la clausola promessa sugli obiettivi (in particolare sulle liste d’attesa) ma lei aveva garantito che se non fossero stati raggiunti i risultati nel raggio di sei mesi, il “patto tra gentiluomini” esistente tra lei e i direttori, avrebbe ugualmente ispirato la fine dei rapporti di lavoro non efficaci. Ora, secondo fonti di partito, lei aspetta la prima mossa del suo manager: non le pare un atteggiamento eccessivamente attendista?


7 ---- Il direttore Marini, indagato dalla procura di Ancona, fino a prova contraria, è innocente. Ma si rende conto che se il manager non si autosospendesse, diciamo così, aspettando gli eventi lei si ritroverebbe con un convitato di pietra in casa a cui dovrebbe forzosamente rispondere con una “non conferma” dal sapore di licenziamento? 

8 ---- Lei ha sempre dichiarato, sin dall’inizio, di aver avocato a sè la delega alla Sanità per una serie di motivi: in primis il peso cruciale del settore. E ha anche sostenuto di avere le competenze pur ammettendo di non essere del ramo. Ma le persone che ha scelto per farsi accompagnare sono finite sempre nell’occhio del ciclone: Di Stanislao alla Ars è sparito dopo un anno perché «non ascoltato», Volpini si è fatto da parte perché si è ritrovato Camilla Fabbri che doveva sovrintendere alle liste d’attesa. Non le sembrano i contorni di una gestione fallimentare? 

9 ---- Nel decreto di perquisizione, la Procura di Ancona ipotizza che ci fosse un maxiappalto da 200 milioni di euro che si stava cercando di aggiustare in favore della Coopservice di Reggio Emilia. Poi c’è un altro appalto che finisce a una controllata della Coopservice e poi un ex consigliere sempre di Coopservice che figura tra i referenti di una terza società che si aggiudica un altro appalto. Non è un fianco scoperto a chi dice che nelle Marche vincevano sempre gli stessi?


10 --- Tre informative della Finanza prodotte al magistrato inquirente il 2 luglio scorso fanno precipitare gli eventi e si decide per le perquisizioni che fanno uscire l’indagine allo scoperto. C’è stato un motivo scatenante, probabilmente, di somma urgenza: lei e i suoi collaboratori delegati non avete ravvisato nessun tipo di anomalia nei comportamenti sul fronte degli appalti contestati?
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Venerdì 19 Luglio 2019, 09:35 - Ultimo aggiornamento: 19-07-2019 17:11

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