Tanti nuovi contratti nelle Marche
ma Cgil accusa: «Trionfa precariato»

Tanti nuovi contratti
nelle Marche, ​ma Cgil
accusa: «Trionfa precariato»
ANCONA – Lavoro, nelle Marche trionfa il precariato. Almeno nell’analisi di Ires-Cgil Marche sulla base dell’elaborazione di dati Inps.
 
“Anche in questi nove mesi del 2017 – si legge nella nota - la precarietà è aumentata rispetto al relativo periodo dello scorso anno passando da 16.977 nuovi contratti a tempo indeterminato del 2016 a 15.743 del 2017 confermando la variazione negativa dei precedenti mesi. Non solo:  si nota un aumento di 44.194 unità rispetto allo stesso periodo del 2016 dei contratti a termine, apprendistato e stagionali. Continua la crescita vertiginosa delle cessazioni dei contratti che passano da 105.264 dei primi otto mesi dell’anno a 135.379 nel periodo Gennaio-Settembre 2017. La testa della classifica delle cessazioni contrattuali è tenuta ancora una volta dai contratti a termine che toccano quota 86.444 (+44,2% rispetto allo stesso periodo del 2016). Il saldo tra assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato è negativo di 10.793 unità aumentando di 1032 unità rispetto al periodo dello scorso anno ed aumentando di 1.660 rispetto alla periodo gennaio-agosto. Infine, un altro dato negativo per le Marche riguarda le trasformazioni dei contratti (a termine e di apprendistato) a tempo indeterminato che continuano a diminuire di anno in anno passando da 11.545 del 2015, a 7.600 unità del 2016 terminando in questo settembre 2017 a 6.920: il 59.9% in meno rispetto al 2015".

Osserva Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche: «La situazione nelle Marche continua ad essere tra le peggiori in Italia, pur essendo la seconda regione dove si attivano più nuovi contratti, dopo il Molise. Ormai si tratta quasi ed esclusivamente di contratti precari. Il Governo, in legge di stabilità, sta preparando un nuovo pacchetto di agevolazioni alle assunzioni, questa volta rivolte principalmente ai giovani. Ancora un altro tentativo di drogare il mercato del lavoro, per poi spendere un effimero ed illusorio risultato in campagna elettorale. Quando poi gli incentivi finiranno, si raccoglieranno ancora i frutti di una politica del lavoro sbagliata».
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Venerdì 1 Dicembre 2017, 16:24 - Ultimo aggiornamento: 01-12-2017 16:24

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