L’orgoglio arcobaleno sfila in centro
«La differenza è un valore aggiunto»

L’orgoglio arcobaleno sfila
in centro: «La differenza
è un valore aggiunto»
ANCONA - Una grande festa, nonostante il party finale saltato a Palombina. Il primo Pride delle Marche, tenutosi in contemporanea con il resto d’Italia, è stato un successo. Non solo per i numeri, oltre 2mila parteciopanti, ma soprattutto per l’atmosfera. «È il primo evento di questo genere che organizzo – dice Elvio Ciccardiniì del comitato Marche Pride – ma a noi i numeri interessano fino a un certo punto. Quello che ci rende orgogliosi è vedere tanta gente che parla e socializza in un clima di allegria, ma anche nella consapevolezza che si è scesi in piazza per dare un messaggio importante: la differenza non va vista come elemento di separazione, ma come valore aggiunto che arricchisce tutti».

 

Al Monumento si sono ritrovati non solo appartenenti alla comunità Lgbt, sigla che indica lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ma anche persone desiderose di promuovere il diritto di tutti alla parità e alla coesione sociale. In testa al corteo, che dal Passetto si è mosso lungo il Viale, le bandiere delle oltre 50 associazioni che hanno aderito all’iniziativa, seguite da un fiume di persone composto da tantissimi giovani, ma anche meno giovani e famiglie con bambini. In coda il furgone delle Drag Queen, vera anima della festa, con la musica a palla, e tanti che lo seguivano ballando. Tra questi alcuni ragazzi en travesti, dal trucco vistoso e gli abiti ricoperti da paillette, che tuttavia non hanno mai dato vita, come del resto tutti gli altri, agli atteggiamenti volgari e osceni tanto temuti da qualcuno. Qualche provocazione invece c’è stata, come lo striscione esposto in cima al Monumento con la scritta “Mamma tranquilla sono gay mica balilla”, chiara risposta a Casapound che aveva detto «Giù le mani dal Passetto».

La manifestazione conclusa in piazza Cavour con gli interventi anche della campionessa olimpica Antonella Bellutti, l’ex ministro Valeria Fedeli, lo storico attivista dei diritti Lgbt Franco Grillini e il presidente nazionale dell’Arcigay Luciano Lopopolo. «Sono qui - ha detto - perché questo è il punto di arrivo di un percorso fatto di tante iniziative sul territorio. Siamo convinti che i Pride non si debbano fare soltanto nelle grandi città». In mattinata il presidente della commissione Salute, Fabrizio Volpini, ha chiesto di «finanziare la legge regionale contro le discriminazioni e di chiedere al governatore, anche tramite un atto del Consiglio regionale, di farsi promotore in sede di Conferenza Stato-Regioni dell’approvazione della legge sui reati di omofobia, ferma al Senato».
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Domenica 9 Giugno 2019, 11:31 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2019 11:31

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