Manifesti Casa Pound all'Inps Marche. Il direttore Inps denuncia alla Procura e scrive una lettera aperta: "No al gioco al massacro"

Domenica 12 Luglio 2020
Manifesti Casa Pound all'Inps Marche. Il direttore Inps denuncia alla Procura e scrive una lettera aperta: "No al gioco al massacro"

In relazione alla protesta di Casa Pound avvenuta in settimana (necrologi affissi agli ingressi di tutte le sedi Inps, nella foto quella di Ancona in via Ruggeri), il direttore dell’Inps Marche Fabio Vitale ci ha inviato una lettera aperta.

«Un gesto scellerato e irresponsabile con il solo scopo di mettere lavoratori contro altri lavoratori. Una epidemia sanitaria che ha generato una crisi economica da cui rischia di avvilupparsi un vortice di odio sociale. L’Inps delle Marche non ci sta a questo gioco al massacro. Una lotta tra poveri che indebolisce tutti. Nella nostra regione abbiamo lavorato in maniera incessante nonostante tutto, grazie soprattutto allo smart working, alla grande professionalità dei dipendenti, al loro attaccamento al territorio e alla profonda sensibilità sociale e continuiamo a farlo.
«Sono infatti oltre 300.000 le prestazioni legate all’emergenza Covid erogate dall’inizio della pandemia.
Le responsabilità ci sono, ma non sono certo dei lavoratori dell’Istituto di previdenza. Perché affiggere necrologi presso gli sportelli delle sedi Inps? Per intimorire? Per umiliare persone che si sono prodigate e si stanno prodigando giorno e vogliamo dire anche la notte, a pagare quelle prestazioni sociali che probabilmente in un periodo di grave emergenza dovevano essere pensate in maniera diversa?
Ritengo che il gesto perpetrato da questi signori che si dichiarano vicini al Popolo è un atto di pura vigliaccheria, perché se la prendono con l’anello debole del sistema, strumentalizzando i deboli della società e alimentando il caos sociale.
«L’Inps delle Marche non ci sta a questo gioco al massacro. E per questo la Direzione regionale ha inoltrato formale denuncia alla Procura della Repubblica affinché venga aperto un fascicolo per aprire le indagini e scovare i colpevoli di un atto di vilipendio contro una Istituzione che in questo momento si è dimostrata sempre di più il cuore e la sostanza del sistema sociale italiano.
Noi abbiamo una grande dignità. Noi abbiamo onore e senso di appartenenza a questa grande Istituzione. La strumentalizzazione politica, fatta anche di annunci sbagliati come di iniziative di parte, non ci tocca e non ci deve interessare. Noi siamo una Istituzione sana. Sicuramente con tanti problemi come tutte le grandi organizzazioni del lavoro hanno. Ma siamo una macchina efficiente e, nonostante l’avanzata età anagrafica dei nostri dipendenti, il blocco delle assunzioni, la spending review, i vincoli imposti dall’Unione Europea, riusciamo sempre a dare risposte efficaci sapendo di volta in volta riorganizzarci, così come abbiamo fatto nel caso della emergenza Covid.
«Le strutture Inps del territorio non possono pagare le colpe degli altri.
Bisogna finirla una volta per tutte di attaccare i dipendenti Inps. Siamo un ente esecutore. Se si sbagliano le decisioni politiche, noi che colpa abbiamo? Ci adeguiamo, ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo sodo. Come siamo abituati a fare.
«Se chi ha compiuto questo gesto è una forza politica di reazione, faccia valere le proprie ragioni, se le ha, nei luoghi deputati della politica o nelle piazze antistanti ai palazzi del potere politico.
Per questo il gesto di queste persone lo riteniamo un atto senza senso, irresponsabile, vuoto. Non ha inteso sensibilizzare la società, ma solo far vedere che esistono. Un problema per la loro sopravvivenza extra politica, visto che non siedono neanche in Parlamento.
«Sfido chiunque, imprenditori privati, grandi aziende, enti, multinazionali a confrontarsi con i nostri numeri. Le imprese sono l’anima del nostro Paese. Noi siamo la cinghia di trasmissione di un meccanismo complesso e pieno di vincoli. Le imprese si devono confrontare con un mercato difficile, a volte implacabile, noi con vincoli normativi e procedure assillanti. Bene, fatta la tara di questi due elementi, che per necessità espositiva si sono banalizzati, misuriamo la produttività, la capacità di reagire e rispondere alla domanda di servizio. La risposta della nostra INPS è stata poderosa. E di questo siamo orgogliosi.
«Ci dispiace e siamo veramente rammaricati di essere buttati nel calderone della inefficienza generalista che sfocia in iniziative qualunquiste che, invece di unirci, servono a creare confusione e derisione e aumentare la rabbia di tutte quelle persone che certo non per colpa dell’INPS, ma di annunci sbagliati e decisioni miopi, ancora non vedono riconoscersi quanto legittimamente è di loro spettanza.
Noi dell’Inps Marche siamo vicini a questi lavoratori e li invitiamo a scriversi a farci sapere lo stato dell’arte delle loro pratiche e potremmo anche pensare di affiggere noi fuori dalle sedi, come ai tempi della scuola, il resoconto di quello che stiamo facendo e quello che ancora manca per soddisfare le esigenze delle persone. Un nuovo Battesimo per una grande solidarietà di comunità istituzionale e sociale.
Noi ci siamo.

Fabio Vitale
Direttore regionale Inps Marche»
 

Ultimo aggiornamento: 15:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA