Via all’Ultimo miglio, si accelera sul porto. Il progetto definitivo del nuovo collegamento con la statale 16 è arrivato alla Conferenza dei servizi. Ora bando e inizio lavori, ecco i tempi

Via all’Ultimo miglio, si accelera sul porto. Il progetto definitivo del nuovo collegamento con la statale 16 è arrivato alla Conferenza dei servizi. Ora bando e inizio lavori, ecco i tempi
di Maria Cristina Benedetti
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Sabato 18 Giugno 2022, 03:50

ANCONA - Con un liberatorio «finalmente si può partire» Valeria Mancinelli dà lo start. C’è anche lei, il sindaco di Ancona, in Regione all’incontro con i vertici di Anas e Ferrovie per presentare il progetto definitivo del nuovo collegamento tra Ss16 e porto dorico. A Palazzo Raffaello per imprimere l’accelerata sull’Ultimo miglio è arrivato da Roma Aldo Isi, amministratore delegato della società che si occupa di infrastrutture stradali. Al suo fianco c’è Paolo Testaguzza, il commissario straordinario di quella bretella che mette in relazione la variante alla statale che corre parallela all’ospedale di Torrette, sulla quale si lavora da un anno con un investimento di 250 milioni, e la Flaminia.

Insieme, i due manager, fissano le date spartiacque, separano le buone intenzioni dall’azione. «Ieri (giovedì, ndr) il progetto definitivo è arrivato in Conferenza dei servizi, con più di 15 giorni d’anticipo rispetto al cronoprogramma; entro maggio del 2023 verrà pubblicato il bando per piano esecutivo e assegnazione dell’opera». La bandierina d’inizio lavori - per realizzare 3,3 chilometri con 147 milioni - viene piazzata su ottobre 2024, da allora s’ipotizzano tre anni per il taglio del nastro. «Salvo variazioni», si affrettano a specificare. 


L’effetto 
Esalta il fattore “S”, Francesco Acquaroli. Di squadra. «Abbiamo l’opportunità di anticipare i lavori di quest’opera di rilevanza strategica nazionale e per il porto di Ancona, per la sua città e per i collegamenti con l’A14 e con l’ospedale». Il governatore moltiplica l’effetto che fa: «Un intervento atteso da moltissimi anni, importante per tutto il sistema Marche». Riconoscenza, innanzitutto: «Ringraziamo in particolare l’ad di Anas per l’importante presenza che testimonia e conferma la collaborazione e la volontà di essere vicini a tutti i territori a partire da quelli del sisma e l’attenzione nei confronti della nostra regione». L’ad restituisce la cortesia: «È una giornata importante». Definisce l’obiettivo sfidante e fa di Ancona un modello di sinergia vincente. Concetto subito condiviso da Vincenzo Garofalo: «Non si può più ragionare sulle singole infrastrutture - rimarca il presidente dell’Autorità di sistema portuale - ma occorre lavorare, con la massima collaborazione istituzionale, sulle necessità di una logistica moderna, con hardware, software e i servizi adeguati ai bisogni delle imprese». Arriva al nucleo: «In questa visione, mettere insieme strade e ferrovia per un progetto di sviluppo, porterà un ulteriore vantaggio competitivo per lo scalo dorico che è parte di due Corridoi europei». 


Il contronto 
Una riunione a porte chiuse, ai piani alti del Palazzo, precede l’annuncio di fronte alla sflesciate mediatiache. La Mancinelli riassume le puntate precedenti. «I soldi ci sono, così come il progetto definitivo. Sono stati avviati gli espropri delle aree necessarie e Anas è incaricata dalla realizzazione dell’opera». Fissa il punto di non ritorno: «Stavolta si fa sul serio e dopo quarant’anni finalmente si può partire con l’ultimo miglio, l’uscita dal porto Ancona, che risolverà anche il problema del traffico a Torrette. Anas ha dimostrato determinazione e voglia di collaborare con le istituzioni». Guai ad adagiarsi: «Ora restiamo sul pezzo senza farci distrarre, perché questa volta è vero». 


I precedenti 
Un doveroso passo indietro. Fino al punto in cui il ministro Graziano Del Rio strappò il project financing per l’uscita a ovest. Era economicamente insostenibile. Era il febbraio del 2017, si ripartì da un protocollo d’intesa tra Rfi, Comune dorico, Autorità portuale, Regione e ministero. L’accordo era per procedere con lungomare nord e uscita a nord. A ottobre dello stesso anno si arrivò all’accordo di programma quadro che definiva azione e risorse. Un patto per procedere con la costruzione della strada da parte di Anas e con la rettifica della linea ferroviaria per conto di Rfi. Un canovacaccio su cui scrivere la trama di oggi.


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