Trasporti più veloci, l’anello ferroviario è all’ultimo sprint: studi di fattibilità per collegare Fabriano a Urbino e Fano attraverso la Subappenina italica

Baldelli: «Visione complessiva basata su interconnessione, intermodalità e sostenibilità»

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
Una stazione ferroviaria

ANCONA - Un anello ferroviario per connettere le Marche, collegando le linee secondarie alle grandi direttrici est-ovest (Orte-Falconara) e nord-sud (Adriatica). Un progetto che, un tassello alla volta, inizia a prendere forma. «È pensato come un’infrastruttura che unisca, senza interruzioni, la nostra regione da Ascoli Piceno alla provincia di Pesaro Urbino, la costa ed i territori interni – spiega l’assessore competente Francesco Baldelli – in una visione complessiva basata sui principi dell’interconnessione, dell’intermodalità e della sostenibilità». 

 
Le direttrici
Le linee dell’anello Porto d’Ascoli-Ascoli Piceno e Civitanova Marche-Albacina-Fabriano sono già in esercizio, mentre la Fabriano-Pergola – primo tratto della Subappennina Italica –, è stata riattivata, al momento per fini turistici, lo scorso settembre con tre corse che hanno fatto registrare un sold out in termini di adesioni. Per chiudere l’anello a nord sono in corso studi di fattibilità per collegare Fabriano a Urbino e Fano attraverso la Subappenina italica.


L’iniziativa
Su iniziativa dell’assessorato alle Infrastrutture, è stata sottoscritta a dicembre con Rfi una convenzione per l’approfondimento della progettualità rivolta ad elaborare un’integrazione allo studio di fattibilità tecnico-economica per la riattivazione della linea Fano-Urbino (lo studio di fattibilità della Fano-Urbino è in fase di elaborazione da parte del ministero delle Infrastrutture e di Rfi, per un milione stanziato dal governo Gentiloni), e per un suo collegamento con lo snodo di Fabriano sulla direttrice Orte-Falconara, dove confluisce anche la Civitanova-Albacina. Inoltre, per velocizzare i tempi di percorrenza, in molti tratti dell’anello saranno soppressi o sostituiti alcuni vecchi passaggi a livello. 


La delibera
Con delibera 1570 del 13 dicembre, inoltre, la Regione ha assegnato 350mila euro a Rfi per elaborare lo studio di fattibilità anche per il completamento dell’anello Fabriano-Cagli-Fermignano-Urbino - tratta smantellata nell’ultimo tratto nel 1971 - e per la soluzione delle interferenze presenti sulle tratte da riattivare. Mancherebbero, quindi, poche decine di chilometri per chiudere l’anello ferroviario che renderebbe più veloce e sostenibile il trasporto interno alla regione e verso la Capitale. A questo, si aggiungono 2,2 milioni (in aggiunta alle risorse di Rfi, per un importo complessivo d’intervento di 3,4 milion) per la progettazione e realizzazione di alcune opere infrastrutturali, tra cui la soppressione di due passaggi a livello nella linea Porto d’Ascoli-Ascoli Piceno, nel comune di Colli del Tronto, mediante la costruzione di un sottopasso ciclopedonale. 


L’impegno
Rfi si è inoltre impegnata ad utilizzare poco più di 4 milioni di euro di fondi propri per la progettazione definitiva di ulteriori opere sostitutive di sei passaggi a livello nelle linee Porto d’Ascoli-Ascoli Piceno e Civitanova- Albacina, rispettivamente nei comuni di Monteprandone e Morrovalle. «È un notevole passo in avanti verso il compimento dell’obiettivo di sopprimere gradualmente i passaggi a livello ancora attivi sulle linee ferroviarie marchigiane – osserva Baldelli – e quindi di velocizzarne la percorrenza e renderne più agevole l’attraversamento. In definitiva, sono tutti interventi che creano una visione infrastrutturale strategica per le Marche, nell’ottica di stare al passo con i tempi e rispondere concretamente alle indicazioni del Libro bianco sui Trasporti della Commissione Europea, che vanno tutte nella direzione di puntare sulla mobilità sostenibile attraverso un maggiore utilizzo del treno, sia per il trasporto merci che passeggeri». In base al Libro bianco, infatti, entro il 2030, il 30% del trasporto merci su strada, per percorrenze superiori a 300 chilometri, dovrà essere trasferito su rotaia o su via navigabile. Una percentuale che sale al 50% entro il 2050. E per raggiungere questi traguardi la locomotiva Marche ha iniziato a lavorare ai progetti per realizzare l’anello ferroviario.

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