Addio Green pass e ciao mascherine, ecco tutte le regole da osservare

Sabato 30 Aprile 2022 di Maria Teresa Bianciardi
Addio Green pass e ciao mascherine da domani

ANCONA - Sarà un primo maggio diverso dagli ultimi due, trascorsi sotto scacco di un virus che ha stravolto regole e abitudini, ucciso e contagiato in una pandemia che sembrava non avere fine. Da domani invece si cambia. Prima di tutto si dice addio al Green pass, certificato verde contestato dai no vax che ne hanno subito anche le conseguenze, allontanati dai luoghi della vita sociale e dalle attività lavorative. L’attestato verrà mantenuto solamente in alcune situazioni considerate più a rischio, ovvero l’arrivo in Italia dall’estero, i rientri ed i viaggi nei Paesi dell’Unione europea laddove richiesto. Un allentamento importante è previsto anche nell’uso delle mascherine durante la quotidianità, con alcune eccezioni. L’obbligo di Ffp2 fino alle fine di maggio nei teatri, nei cinema e durante i concerti all’aperto, ma anche fino al 15 giugno nei mezzi di trasporto locali e di lunga percorrenza. Mascherine anche a scuola, fino al termine dell’anno scolastico, tuttavia in questo caso sono ammesse le chirurgiche.

 

GREEN PASS
Stop a tutti i controlli, il certificato sparisce

Da domani scatta l’accesso libero per accedere a tutti quei luoghi dove fino a oggi il certificato verde è invece obbligatorio nella sua versione “base” o “rafforzata”: bar e ristoranti al chiuso, aerei, treni, traghetti e pullman intra-regionali, palestre e piscine al chiuso, feste e cerimonie, convegni e congressi, discoteche e sale da gioco, cinema, teatri, concerti. Ma anche supermercati e chiese: il certificato verde che veniva registrato dopo un tampone negativo, la vaccinazione o la guarigione da Covid cessa di esistere.

SANITA'
Ospedali ed Rsa, visite solo con il super Gp

Attenzione però: il governo ha previsto alcune eccezioni dove invece il Super Green pass dovrà essere esibito fino al 31 dicembre. La certificazione da vaccino anti Covid o guarigione è obbligatoria per le visite in ospedale, nelle Rsa e in tutte le strutture sociosanitarie. Una precauzione in più per difendere ospiti e pazienti in situazione di estrema fragilità, in un momento in cui il virus ha allentato la presa ma continua a circolare e a contagiare. Anche ieri nelle Marche sono stati segnalati 1.735 nuovi positivi con un picco in provincia di Ancona.

VIAGGI
Serve il tampone negativo per chi rientra dall’estero

Le regole cambiano a seconda dei Paesi di destinazione ma il Green pass nella sua forma “base” (vaccinazione, guarigione o tampone negativo) continuerà a essere necessario per l’ingresso nei Paesi dell’Unione europea. Ma non solo. Un’ordinanza del ministro della Salute ha infatti prorogato al 31 maggio le misure per chi arriva in Italia o rientra dall’estero: continuerà a bastare anche un tampone negativo oltre che il pass da vaccinazione o guarigione. Una soluzione che permetterà di contenere eventuali contagi al rientro in Italia dall’estero, facendo circolare il virus il meno possibile.

MASCHERINE
Fino al 15 giugno Ffp2 sui mezzi di trasporto

L’utilizzo della mascherina è stato regolato a seconda delle situazioni più o meno a rischio. Il governo per esempio ha deciso di prorogare fino al 15 giugno l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 su tutti i mezzi di trasporto locali e a lunga percorrenza - dai bus alle metropolitane, dai treni regionali a quelli ad alta velocità fino ai traghetti e agli aerei. Per un altro mese e mezzo dunque non cambia nulla per i pendolari ed i viaggiatori del trasporto locale o a lunga percorrenza. La mascherina Ffp2 viene ritenuta la protezione più idonea da mantenere fino all’arrivo dell’estate.

UFFICI
Il datore di lavoro decide sull’uso della mascherina

Nei luoghi di lavoro, pubblici e privati, non è stato prorogato l’obbligo di utilizzo delle mascherine, dispositivi che sono solo raccomandati. I datori di lavoro, nel settore privato, potranno decidere di mantenere i protocolli vigenti che prevedono l’obbligatorietà di questi dispositivi di protezione. L’uso delle mascherine Ffp2 negli uffici pubblici è raccomandato per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori.


CINEMA&TEATRI
Un altro mese protetti e si scatena la polemica

Le mascherine Ffp2 andranno indossate fino a fine maggio nei cinema, nei teatri e per tutti gli spettacoli al chiuso come i concerti, nonché nei palazzetti dello sport. l’Associazione nazionale esercenti cinema ha contestato fortemente questa decisione: « È inaccettabile che sia ancora lo spettacolo l’unico a pagare una pesante e ormai non più sostenibile né comprensibile penalizzazione in materia di protocollo Covid. Non è stato concesso nemmeno l’utilizzo delle chirurgiche, una cosa assurda».

CHIESE&MARKET
Protezioni non obbligatorie ma ecco chi le raccomanda

In negozi, centri commerciali, supermercati, bar e ristoranti al chiuso la mascherina dal 1 maggio non sarà più obbligatoria. Così come in uffici pubblici, banche, poste, musei, discoteche, nonché dal barbiere, dal parrucchiere, dall’estetista. Ma trattandosi di luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico l’utilizzo è raccomandato. In particolare la presidenza della Cei in una lettera ai vescovi italiani, da oggi al 15 giugno prossimi, raccomanda ai fedeli di continuare ad utilizzare la mascherina a messa. 

ALL'APERTO
Stadio e concerti senza restrizioni

Dopo un lungo braccio di ferro il governo alla fine deciso che la mascherina non sarà più obbligatoria allo stadio. L’obbligo di mascherina all’aperto è stato eliminato anche per tutti gli spettacoli e i concerti. All’aperto (a differenza che al chiuso) non c’è neppure la raccomandazione ad indossare la mascherina per scongiurare i contagi da Covid. Una decisione in linea con l’allentamento delle misure anti virus.

STUDENTI&PROF
In classe con la chirurgica fino alla fine della scuola

Gli studenti ed i docenti devono continuare ad indossare la mascherina fino alla fine dell’anno scolastico. Una scelta anche dettata dal fatto che le vaccinazioni pediatriche non sono andate secondo le speranze. Tra i 5 e gli 11 anni, pochi bambini sono vaccinati. Percentuali decisamente migliori nelle secondarie di secondo grado. Ma la linea resta quella della prudenza e della gradualità. 

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio, 11:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA