Coltorti guida i cinquestelle contro l'incarico all'ex governatore Bce: «Draghi? No, grazie». Ecco chi c'è

Coltorti guida i cinquestelle contro l'incarico all'ex governatore Bce: «Draghi? No, grazie». Ecco chi c'è
di Andrea Taffi
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 03:45

ANCONA - Una parte ha già deciso di non votare la fiducia a Draghi. Un’altra resta in bilico e un’altra ancora in silenzio. Se davvero il Movimento 5 stelle sarà ago della bilancia per garantire a Draghi il via libera in Parlamento, ci vorrà ancora qualche giorno per capire che tinta prende il giallo dei Cinque Stelle. I rumors che annunciano venti di bufera, nella più diplomatica e democratica delle ipotesi si andrà a chiedere consiglio all’urna di Rousseau. I parlamentari marchigiani non si scollano dall’alveo principale nel quale fluiscono e si mescolano i dubbi di M5S. Una riunione alle 15 ancora aperta a ora di cena, videochat che si sovrappongono, confronti serrati. 

 
Il coacervo dai mille volti
Governisti, lealisti, realisti od ortodossi: c’è di tutto nel coacervo grillino a cui vanno aggiunti un pizzico di tattica e forse anche di opportunismo. Partiamo dai punti fermi. In Senato, Mauro Coltorti tiene alta la bandiera degli ortodossi: «Non voterò Draghi - parte secco il docente universitario prestato alla politica - perché qui serve un governo politico, i governi tecnici abbiamo già visto come funzionano con Monti che ha aiutato l’Italia impoverendola con misure massacranti. Sarà anche una figura prestigiosa Draghi ma noi chiediamo persone con il cuore e non solo con la tecnica. Draghi era direttore del Tesoro quando passarono gran parte delle privatizzazioni e le nostre aziende vennero svendute ai privati». Il fabrianese Sergio Romagnoli è allineato. Pochi e netti argomenti, senza complimenti «Avevamo un presidente eccezionale come Conte che in poco tempo è riuscito a dare dignità al nostro paese ovunque. Stavamo facendo tante cose e non avevamo nessun bisogno dell’ennesimo governo tecnico. Draghi non avrà la mia fiducia». 


Il giudizio secco di Accoto
Secca anche Rossella Accoto: «Come M5S ci siamo presi fino ad oggi la responsabilità di lavorare per il bene del Paese in governi di coalizione con altre forze politiche e sui nostri temi forti non siamo indietreggiati. Nelle trattative di questi giorni abbiamo sempre continuato a porre sempre questi temi come irrinunciabili per la prosecuzione del nostro supporto all’esecutivo. Ora la proposta di un Governo tecnico guidato da Mario Draghi è, per la sua stessa natura, incompatibile con l’anima del M5S. La politica non deve confondersi con i freddi, austeri e drammatici calcoli che i tecnici potrebbero proporre». Sceglie il silenzio la senatrice Agostinelli mentre Fede parla a ora di cena. Alla Camera, Patrizia Terzoni tentenna perché nel giorno dell’incarico all’ex governatore Bce non si può pretendere giudizi da palla di vetro. Sceglie la prudenza: «Qui in ballo ci sono la pandemia e la crisi economica che vede coinvolte intere famiglie ovunque. Bisogna riflettere sulle conseguenze che ogni singola strada porta con sé e decidere di percorrere quella che arrecherà meno danni agli italiani. Lo scenario è incerto». 


Gli argomenti soppesati
Tra coloro che soppesano gli argomenti c’è anche la lorese Mirella Emiliozzi, facilitatore per le Marche insieme a Fede: «Decidere per il bene dei cittadini resta la bussola che da sempre guida le scelte e l’azione del Movimento 5 Stelle. Premesso questo, è presto per esprimere valutazioni. È cominciato un confronto con i partiti in sede parlamentare, quindi dobbiamo dare a Draghi il tempo di esporre la sua visione dell’Italia. Poi, verrà il momento delle decisioni e il M5S non mancherà mai al suo compito di presidio degli interessi dei cittadini». Non parla l’avvocato ascolano Cataldi che a lungo era avvicinato a posizioni più filo-Conte e scelgono anche il silenzio i due accademici Rossini e Giuliodori e l’avvocata Parisse. Cattoi offre un punto di vista diverso tra coloro che sono in bilico: «È prematuro esprimersi. Non si può decidere oggi senza informazioni. Ascolteremo e poi decideremo se essere importanti a un tavolo che parte tecnico ma in realtà il tecnico puro non esiste. È un tavolo politico, le valutazioni le faremo tra qualche giorno». Chiudiamo con l’onorevole ex grillino Cecconi, fuori dal Movimento ma interessante da ascoltare: «Bisogna tornare a votare ma se Draghi garantirà la temporaneità del suo incarico e la sua qualità prenderà la fiducia del Parlamento».

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