Giudice unico della famiglia. Addio ai tribunale dei minori, un nuovo ufficio ad hoc. Divisi gli avvocati nelle Marche. Ecco a chi piace e a chi no

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Martina Marinangeli
Giudice unico della famiglia. Addio ai tribunale dei minori, un nuovo ufficio ad hoc. Divisi gli avvocati nelle Marche. A chi piace e a chi no

ANCONA - Addio allo spacchettamento di competenze tra tribunali per i minorenni e tribunali ordinari: tutte le controversie che riguardano i rapporti familiari ed i minori saranno trattate dal nuovo «Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie».

Il primo ok al disegno di legge che include anche l’istituzione di questo Tribunale unico è arrivato dal Senato a settembre, ed ora si attende il passaggio alla Camera. 

 
Le due linee contrapposte
Ma intanto, ha creato due contrapposte linee del fronte tra le toghe: la maggior parte degli avvocati la definisce come una riforma «epocale», attesa da vent’anni, mentre molti giudici minorili si dicono preoccupati che con il cambio di passo si perdano collegialità (con l’introduzione di un giudice unico specializzato) e competenze. «Per la prima volta nella storia del diritto di famiglia, tutte le associazioni maggiormente rappresentative sono allineate – fa notare Manuela Caucci, presidente dell’Osservatorio Nazionale del Diritto di Famiglia, Sezione territoriale di Ancona -, quindi forse qualcosa di buono c’è in questa riforma». Come sottolinea l’avvocata, al momento il tribunale ordinario ha competenza per separazioni, divorzi e procedimenti che attengono alla regolamentazione dei rapporti tra le coppie non coniugate. 


Le competenze
Il tribunale per i minorenni, invece, mantiene la competenza per tutte. «Ma le questioni spesso si intersecano – osserva –: capita che si apra un fascicolo per maltrattamenti al tribunale dei minori contro uno dei due genitori, mentre al tribunale ordinario viene discussa la separazione. Questi incroci sono sempre più frequenti e diventa caotico. Il tribunale delle persone e della famiglia raccoglie in sé tutte queste competenze». Sul tema della mancata collegialità sollevato dai giudici minorili, invece, Caucci pone l’accento sul fatto che «sia previsto un primo tribunale con un vaglio di primo grado e poi un tribunale circondariale che avrà un vaglio di secondo grado». 


La svolta e il giudice unico
Sulla stessa linea di pensiero Marina Guzzini, presidente Aiaf (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori) Marche: «la riforma del diritto di famiglia rappresenta indiscutibilmente una svolta e non può prescindere dall’introduzione di un Giudice Unico Specializzato, chiamato a decidere di tutte le controversie che riguardano le famiglie, i minori ed i soggetti deboli. Allo stato attuale il cittadino non sa come districarsi anche solo per dividersi tra i diversi uffici dei Tribunali, troppo spesso situati anche logisticamente a distanza l’uno dall’altro. Mi limito ad evidenziare quella che potrà essere l’efficienza degli uffici così organizzati e la velocità – si spera - delle decisioni». Massimo Micciché, presidente di Ami Marche (Associazione matrimonialisti familiaristi italiani), tocca un altro aspetto della questione, sottolineando come sia «un peccato che magistrati che si formano con impegno nel tempo nel tribunale dei minorenni, dopo 10 anni debbano essere, per legge, trasferiti ad occuparsi di altre questioni. Ci siamo battuti per avere un tribunale della famiglia: così, tutte le problematiche che riguardano le questioni delle relazioni familiari, saranno sottoposte al vaglio di una stessa autorità giudiziaria. Quanto all’esperienza del tribunale dei minorenni, come Ami salveremmo l’attività di recupero a livello penale. In questo, continua ad essere un’attività molto attuale».


Il giudizio tranchant
Tranchant l’avvocata Marina Magistrelli, esponente di Cammino (Camera nazionale avvocati per la persona, le relazioni familiari ed i minorenni), che mette in evidenza come «siano anni che le istituzioni provino a superare le arretratezze dei tribunali per i minorenni. È ovvio che bisogna formare una sezione specializzata nelle famiglia e nei minori ed inserire giudici competenti e preparati». Più cauto Andrea Nobili, presidente della Camera minorile di Ancona, che si pone su una posizione prudenziale rispetto ai suoi colleghi: «la riforma va nella giusta direzione, con l’istituzione del tribunale delle persone, che quindi riduca le situazioni di sovrapposizione e confusione procedurale. Tuttavia, qualche rischio c’è nel non tenere conto che quella del tribunale per i minorenni è stata e continua ad essere un’esperienza positiva, che ha consentito la formazione di una sensibilità specifica sulla questione della tutela dei diritti dei minorenni. Il timore è che questo tipo di sensibilità e competenza si vada a perdere. Il tribunale delle persone non sarà la panacea di tutti i mali». Nei prossimi giorni sentiremo anche la versione dei magistrati coinvolti sul lato ordinario e su quello specializzato, potenzilamente candidati a finire nel nuovo ufficio giudiziario unico.

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Ultimo aggiornamento: 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA