Il governatore Acquaroli: «De Luca? Io apro la scuola, rispetto tutte le regole indicate dallo Stato. Sui contagi avevo ragione»

«Quando dicevo che il Green pass serve solo ad aumentare i vaccini ma non previene i cluster non mi sbagliavo. Sulle Regioni piombate le nuove norme, tracciamento complesso»

Domenica 9 Gennaio 2022 di Andrea Taffi
Il governatore Acquaroli: «De Luca? La mia scuola rispetterà tutte le regole indicate dallo Stato. Sui contagi avevo ragione»

Governatore Acquaroli, il suo collega De Luca non vuole riaprire le scuole lunedì. Le Marche cosa intendono fare?
«Rispettare le regole che ci vengono indicate dallo Stato. Avrei ritenuto assolutamente importante in questo momento iniziative volte ad abbassare la curva, anche per evitare “spezzatini” tra didattica in presenza e a distanza, positivi e quarantene. Al di là di tutte le legittime opinioni all’inizio delle Festività il cluster più forte era tra i più giovani, ma c’è il decreto che permette alle Regioni di intervenire solo in zona rossa, e a queste regole bisogna attenersi». 

 

 
De Luca, testualmente dice: governo colpevole, non ha preso «decisioni serie ed efficaci» ha «perso tre mesi senza fare niente». Qual è la sua posizione sulle ultime decisioni del governo?
«La mia posizione resta la stessa. Il governo si è concentrato più sul Green pass, e meno a focalizzare e prevenire i maggiori cluster. A dicembre avevo detto che il Green pass non era lo strumento utile ad abbassare il contagio, bensì a stimolare la vaccinazione, ed è avvenuto esattamente questo. Siamo in una fase molto difficile perché sulle Regioni sono piombate le nuove regole sulla scadenza del green pass a sei mesi e il richiamo booster da fare dopo quattro mesi». 
Che via ha creato non pochi problemi.
«Tutti questi continui cambiamenti fatti in poche settimane disorientano i cittadini e mettono in difficoltà le Regioni, che in poco tempo devono riadattare una campagna vaccinale impostata su altri parametri. Serviva una informazione chiara e il richiamo ad una attenzione che deve essere massima anche da parte di noi vaccinati». 
Avete avuto, l’assessore Latini in particolare, contatti con l’ufficio scolastico regionale sulla situazione delle quarantene dei ragazzi e dei professori a casa? Cosa le è stato riportato?
«L’assessore Latini, avendone la delega, ha chiaramente contatti costanti con l’Ufficio scolastico. Quello che mi viene detto è che c’è una difficoltà, dovuta anche alle regole difficili da attuare con le nostre forze, ma c’è anche grande collaborazione reciproca. Avrei preferito un sistema più semplice, ma cercheremo di mettercela tutta, senza polemiche, per affrontare al meglio la situazione soprattutto legata al tracciamento, con regole costruite per numeri di contagio molto inferiori rispetto a quelli attuali. Senza dimenticare però che il personale è sempre quello ed è impegnato su tutti i fronti, dal tracciamento alla campagna vaccinale e negli ospedali con l’attività ordinaria». 
L’assessore, i manager sanitari, l’osservatorio che cosa dicono sulla situazione scuola/tamponi/contagi?
«Siamo davanti a una fase completamente diversa, la situazione è delicata e va tenuta costantemente sotto controllo. Prima della pausa natalizia il numero dei contagi più alto si registrava nella fascia d’età scolare, non necessariamente il contagio avviene nelle scuole ma può diffondersi. Come dicevo prima, con un numero così elevato di contagi e regole molto complicate da attuare il tracciamento diventa più difficile anche di fronte alla necessità di dover accelerare in questo mese la campagna di vaccinazione». 
La Regione ha messo a disposizione hub vaccinali, hub flash, sedi per lo screening gratuito: uno sforzo non indifferente.
«La Regione e le aziende sanitarie stanno fronteggiando una fase complicata. Un numero dei positivi elevatissimo che rende difficile il tracciamento e raggiungere tutti, che ha per fortuna un impatto ancora basso nelle ospedalizzazioni». 
Le priorità della Regione ora?
«La nostra priorità è di accelerare la campagna vaccinale con un numero di marchigiani da vaccinare entro gennaio di circa 400 mila. Oggi arriviamo a somministrare anche 18 mila vaccini al giorno, molti di più della prima fase, e serve velocizzare ancora. Stiamo cercando di garantire il massimo dell’efficienza, non è sempre facile e chiediamo anche comprensione ai cittadini. Ringrazio per questo tutti gli operatori che da ormai due anni sono in prima linea nella lotta alla pandemia e nonostante la stanchezza ce la mettono tutta».

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Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio, 10:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA