Il super rabdomante che “annusa” l’acqua, Roberto Grelli è un trivellatore ma misura anche gli aspetti energetici di un luogo

Roberto Grelli
Roberto Grelli
di Veronique Angeletti
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Sabato 2 Aprile 2022, 04:50 - Ultimo aggiornamento: 12:26

FOSSOMBRONE - Roberto Grelli di professione è un trivellatore. La sua ditta ha sede a Fossombrone e dispone di un parco mezzi che gli consente di perforare pozzi davvero molto profondi. Di recente, ad esempio a Frasassi, con la sua squadra ne ha realizzato uno di 360 metri con un’inclinazione di 60 gradi ed un altro di 210 metri a 45 gradi per potenziare la rete di acqua sulfurea delle terme curative di San Vittore a Genga.

 
La geobiologia
Roberto, tuttavia, non lavora solo nel settore delle geoscienze ma anche nel campo della geobiologia, disciplina che ipotizza di misurare i presunti “aspetti energetici” di un determinato luogo. È uno dei rari rabdomanti marchigiani. Attraverso una bacchetta di legno o di metallo avverte l’energia, le vibrazioni che scorrono sottoterra e riesce ad individuare dove scavare per trovare l’acqua. Racconta il suo dono con gentilezza e disarmante semplicità. Confessa che non è nato “sourcier” ma lo è diventato alla soglia dei 30 anni. «All’epoca, i mezzi per indagare e perforare non erano quelli di oggi e un giorno ho voluto anch’io provare a cercare l’acqua con una bacchetta di legno. Ho sentito subito una scarica di corrente e non sono riuscito ad impedire alla bacchetta di puntare con precisione sul suolo, lì c’era l’acqua».


Il bastone di legno
Non ama che si parli di una bacchetta magica. «Perché - spiega - la magia, qui davvero non c’entra. Il bastone di legno avverte l’energia e spetta a noi interpretare correttamente i suoi scatti». Sostiene che ognuno ha in sé abbastanza sensibilità per poter recepire il movimento del rametto, ma non tutti siamo abbastanza recettivi per avvertirlo, per sentirlo. Anche se qualsiasi tipo di legno va bene per ricavare la forcella a forma di lettera “Y” per cercare l’acqua, lui preferisce comunque l’olmo. Forse perché quest’albero nella simbologia rappresenta l’amicizia, la protezione, e lo ha ereditato dall’uso del contadino di “maritarlo” alle viti per sostenere le piante senza rubare energia. Spiega che impugna la Y dalle due forcelle palmi in alto, pugno stretto, pollici che bloccano il ramo e avambracci tesi a 45 gradi. Mani e braccia devono essere immobili. Consiglia di camminare piano, concentrandosi sul rametto per avvertire gli scatti, per sentire quando si tende ed indicare dove si trova l’acqua.


Le bacchette in metallo
Non disdegna le bacchette in metallo, d’acciaio o rame, a forma di lettera “L”. Vanno impugnate dal lato corto, una in ogni mano e poi si prosegue tenendole in parallelo. Guidano il rabdomante allontanandosi o incrociandosi. Affronta i dubbi della Scienza con il sorriso. Non ha bisogno di ricordare quello che finora ha realizzato. Ha alle spalle centinaia di piccoli pozzi che raccontano la sua bella storia: quella di un uomo che, ogni volta, ha regalato un piccolo miracolo a famiglie, aziende agricole, imprese, perché trovare l’acqua è trovare una sorgente di vita.

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