Scontro sui fondi europei. Le due voci: «Ottima gestione del Pd». La replica: «No, Marche maglia nera»

Scontro sui fondi europei. Le due voci: «Ottima gestione del Pd». La replica: «No, Marche maglia nera»
Scontro sui fondi europei. Le due voci: «Ottima gestione del Pd». La replica: «No, Marche maglia nera»
di Martina Marinangeli
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Mercoledì 13 Luglio 2022, 03:55 - Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 08:50

ANCONA Nell’attesa che la nuova programmazione 2021/2027 dei fondi europei da oltre 1 miliardo veda finalmente la luce - i pronostici parlano del prossimo autunno quale data di avvio -, si traccia un bilancio di quella precedente, conclusa nel 2020, ma con tre anni di tempo aggiuntivi per completare la certificazione dei pagamenti.  Ieri in Consiglio regionale è stato presentato il rapporto sullo stato di attuazione delle politiche comunitarie, con annessa polemica tra chi quella programmazione l’ha gestita da protagonista - il Pd allora alla guida di Palazzo Raffaello - e chi l’ha ereditata, ovvero i nuovi inquilini di centrodestra. E come spesso accade, ai lati opposti del ring ci sono il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli e la consigliera dem ed ex assessora della giunta Ceriscioli, Manuela Bora. Ma procediamo con ordine.


Il bilancio


A tracciare il quadro del settennio 2014/2020 è stato il presidente della commissione Sviluppo economico Andrea Putzu, che nella sua relazione ha sciorinato i numeri del rapporto. A partire dal Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) che, a fronte di una dotazione totale pari a 585.383.288 euro, ha visto ammontare a 561,9 milioni di euro le risorse attivate, di cui 262,1 milioni di fondi erogati e 223,6 milioni di pagamenti certificabili. Parliamo dunque di un livello di impegno di spesa pari al 90% della dotazione totale, che ha garantito finanziamenti a 3060 progetti. Quanto al Fondo Sociale Europeo (Fse), dei 287.979.618 euro di dotazione totale, 247.305.550 euro sono le risorse impegnate, 175.276.656 euro i pagamenti ai beneficiari e 138 milioni di euro le risorse spese. Alla scadenza del 31 dicembre 2021 è stata certificata una spesa pari a 138 milioni di euro, cosa che ha permesso di superare la soglia fissata dai regolamenti. Passando poi al Piano di sviluppo rurale (Psr), la dotazione finanziaria complessiva risultava pari a 537,96 milioni di euro. Poi, in seguito al sisma, alle Marche sono state assegnate, attraverso il contributo di solidarietà da parte delle altre Regioni, ulteriori risorse che hanno portato la cifra a 697.212.430 euro. 


Agricoltura e pesca


Dell’intero plafond, 645 milioni di euro sono stati impegnati a favore dei beneficiari - a fronte di 44.585 domande ammesse a finanziamento - e 311 milioni di euro sono i contributi liquidati. Chiude l’elenco il Feamp, che finanzia il piano per la pesca. La dotazione totale era di 31.583.536 euro, con l’obiettivo di spendere entro il 31 dicembre 2021, 15.1464.609 euro. Le Marche hanno fatto anche meglio, spendendone 16.116.646. «Il rapporto certifica l’ottima gestione delle risorse comunitarie 2014-2020 della giunta Ceriscioli - rimarca Bora - Finalmente, è stata posta la pietra tombale sulle illazioni e le critiche ingiustificate mosse negli anni da interpreti faziosi e impreparati come l’allora consigliere di minoranza Mirco Carloni, oggi vice presidente», colpisce duro la consigliera, che attacca la gestione della giunta Acquaroli: «Negli ultimi due anni si è registrato un preoccupante rallentamento nei pagamenti, che costituiscono il solo e unico impegno attuale per quanto riguarda il settennio 2014-2020». Posizione a cui fa da contraltare quella di Ciccioli: «La precedente programmazione europea presenta più ombre che luci e anche per questo siamo finiti in Regione in transizione». E fa un’analisi dei numeri del tutto opposta a quella di Bora: «Le Marche sono maglia nera nella spesa del Fesr, secondo l’analisi degli ultimi dati pubblicati sul portale Cohesion Data della Commissione europea». I numeri sono numeri. Poi ci sono le interpretazioni politiche.

I fondi europei fino al 2020

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