La Russa ricorda Anastasiia a Fano: «Fuggire da una guerra e trovare la morte da chi promette amore è emblematico»

La Russa ricorda Anastasiia a Fano: «Fuggire da una guerra e trovare la morte da chi promette amore è emblematico» (Foto Lapresse)
​La Russa ricorda Anastasiia a Fano: «Fuggire da una guerra e trovare la morte da chi promette amore è emblematico» (Foto Lapresse)
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Venerdì 25 Novembre 2022, 16:46 - Ultimo aggiornamento: 19:57

FANO- «Fuggire da una guerra e trovare la morte per mano di chi le ha promesso amore è quanto di più emblematico possa esserci, ed è per questo che, tra le tante sofferenze che il femminicidio ha provocato, ho pensato fosse la cosa giusta venire a rendere omaggio ad Anastasiia e alla sua famiglia». Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, arrivato a Fano i per incontrare, in forma privata, i familiari di Anastasiia Alashrj, 23enne profuga ucraina uccisa con tre coltellate dall'ex marito il 13 novembre scorso nella città marchigiana. 

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Le dichiarazioni

Il presidente del Senato ha pregato giornalisti e fotoreporter di non riprendere il suo incontro con la madre di Anastasiia, arrivata in Italia con un'altra figlia, per accudire il figlio di 2 anni della 23enne. «Ho avuto modo di dire in Senato - ha aggiunto - La Russa - e anche ieri, nella cerimonia della commissione senatoriale, che la questione del femminicidio non può essere vista, e sbaglia chi la vede, come qualcosa che riguardi le donne. Riguarda semmai soprattutto gli uomini - ha ribadito -, perché sono gli uomini che devono affrontare e capire che il rispetto, questo è il termine fondamentale, che si deve alle altre persone se possibile dev'essere ancora maggiore verso l'altra metà del cielo». Per affrontare il fenomeno della violenza contro le donne, servono leggi e risorse, «ad esempio per i braccialetti elettronici», ma più di tutto serve «un fatto culturale. Noi dobbiamo entrare nell'ordine di idee che la società pretende che il rispetto verso una donna non abbia eccezioni», che un reato commesso contro una donna «perché è una donna, non per altri motivi, è un abominio nel senso vero del
termine». Il «fatto culturale», «il rispetto», deve partire «dai bambini, dalla scuola, dalla società» ma anche dal «non offrire alibi. Non bisogna mai offrire vie di fuga» ha insistito la Russa. Dire che «è stata uccisa una donna, che però si era dimenticata di denunciare, è già un alibi. Non deve succedere nemmeno se io non ti denuncio».
Oppure, ha ribadito, «è stata uccisa una donna, ma aveva sbagliato a tornare a casa a prendere i vestiti. È già un alibi: non ci sono alibi. È stata uccisa senza ragione una donna. Cominciamo a dire questo - ha sottolineato - e abbiamo fatto un piccolo passo avanti».

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