Fano-Grosseto, l'incompiuta: sei chilometri in 30 anni, al ritmo della Guinza in Umbria tra due secoli

Fano-Grosseto, l'incompiuta: sei chilometri in 30 anni, al ritmo della Guinza in Umbria tra due secoli
Fano-Grosseto, l'incompiuta: sei chilometri in 30 anni, al ritmo della Guinza in Umbria tra due secoli
di Luigi Benelli
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Domenica 9 Agosto 2020, 07:45 - Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 10:40

PESARO - Brindisi, occupazioni, passerelle di ministri, presidenti di regione, sottosegretari pronti a inserire la Fano Grosseto tra le priorità nazionali e sciorinare cronoprogrammi. Eppure in 30 anni, da quel lontano 1 novembre 1990 le auto passate sotto la galleria della Guinza sono state zero. E la spesa 350 miliardi di vecchie lire per quei 6 km e il tratto esterno che collega Mercatello sul Metauro. Sono sfilati cinque presidenti di Regione, sette presidenti della Provincia, a dimostrazione del tempo passato. Era il 1986 quando fu finanziato con 35 mld di vecchie lire il primo tratto della Guinza. Le immagini del 1 novembre del 1990 ci consegnano il brindisi del Ministro Prandini per l’avvio dei lavori. 




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La cerimonia in grande stile
Una cerimonia in grande stile per licenziare un’opera lunga 6 km. Si partiva con il foro pilota del diametro di 3 metri. Il 13 aprile del 1991 la talpa iniziò lo scavo e il 3 aprile del 1992 altra cerimonia per il completamento del foro pilota percorribile con un trenino. Una strada spianata? Tutt’altro. Tangentopoli, il fallimento della S.I.R. Spa (Società imprese riunite) e stop dei lavori hanno imbrigliato la Guinza. I lavori furono sospesi nel 1994 con appena 900 metri di strada aperta dopo 4 anni. 

Il terzo lotto dal 2001
Si parla poi del terzo lotto dal 2001, ovvero il tratto che dalla Guinza arriva all’abitato di Mercatello sul Metauro. Tutto appaltato, ma i lavori si sono fermati prima di partire per irregolarità nell’affidamento. A settembre del 2000 il cancello del cantiere della Guinza si è riaperto. Il tratto è stato finanziato. Altro brindisi il 7 aprile del 2003 tra la Romagnoli Spa e la Secol. Fu abbattuto l’ultimo diaframma, ora la galleria era interamente aperta e collegava Mercatello a San Giustino. 350 mila i metri cubi di materiale inerte stoccato in discarica, zero auto passate nel traforo. Il 4 lotto riguarda la variante dall’abitato di Mercatello fino alla località Pressagnoli: una doppia galleria di 2400 metri per attraversare il paese. Il Cipe finanziò il tutto con 500 miliardi di vecchie lire ribadendo la necessità assoluta della seconda canna della Guinza. Nel 2006 arriva la doccia fredda. 

Sono finiti i soldi

Non ci sono finanziamenti statali: si parla di project financing per portarla avanti, ma anche di unica corsia con una sola direzione, semaforo. Il consiglio comunale di Mercatello nel 2009 dice no a un ridimensionamento dell’opera. Mentre il lato tirrenico va avanti il 24 ottobre 2010 i politici occupano il cantiere: ci sono il presidente della Provincia Matteo Ricci, il governatore della Regione Spacca, sindaci e consiglieri. Nel 2012 il progetto Strabag-Astaldi-Cmc per il completamento della Fano-Grosseto è stato depositato dall’associazione temporanea di imprese a Roma. Il costo? 3 miliardi con lo Stato pronto a confermare i termini del project financing: defiscalizzazione; canone di disponibilità dello Stato (80-90 milioni all’anno per 45 anni, ndr) e pedaggio. Resta lettera morta. La galleria diventa un oggetto del mistero e di dibattito. Per lo Stato nel 2013 è declassata da strada di grande percorrenza a strada di scorrimento. Ad aprile 2014 Riccardo Nencini, viceministro alle Infrastrutture a rilanciare. Nel Def vengono inserite le 25 opere prioritarie per il Paese: la Guinza c’è. Così come i 270 milioni di euro per il primo stralcio. Anche questa non è la volta buona. Nel 2018 si propone il senso unico alternato ma la commissione gallerie del Consiglio superiore dei lavori pubblici gela tutti: senza dotazioni di sicurezza non ci sono margini. E oggi qual è la situazione? Servono le opere di finitura e gli impianti per la messa in sicurezza oltre al relativo collegamento con la viabilità già esistente. Dopo il primo no del consiglio superiore, Anas ha provveduto a trasmettere alla Commissione Gallerie soluzioni alternative per il funzionamento della galleria con regime di circolazione a senso unico. I soldi, 86 milioni, sono nel contratto di programma tra ministero e Anas del quadriennio 2016-2020. Sei chilometri in 30 anni: sono 200 metri all’anno di media. Se la media fosse questa per gli altri 47 chilometri da aprire servirebbero altri due secoli. Auguri.

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