Il Partito Democratico a pezzi gioca a nascondino. Morani insiste: «Nuovi vertici»

Venerdì 25 Settembre 2020
Il Partito Democratico a pezzi gioca a nascondino. Morani insiste: «Nuovi vertici»

ANCONA - Pausa di riflessione. Dopo la debacle elettorale – a Macerata peggio che in Regione – ed in attesa del ballottaggio a Senigallia, il Partito Democratico si mette in stand by per capire da dove ripartire. La road map prevede, come primo step, la convocazione delle segreterie provinciali per fare un’analisi territorio per territorio. 

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Poi, dopo l’esito del duello tra il candidato sindaco di centrosinistra Fabrizio Volpini ed il competitor di centrodestra Massimo Olivetti, che andrà in scena il 4 e 5 ottobre, il confronto in casa Dem si sposterà nella direzione regionale. Ultima tappa nelle direzioni provinciali. Alla fine dell’iter, si deciderà se aprire o meno una fase congressuale per sostituire l’attuale segretario regionale Giovanni Gostoli.
 
Nell’attesa, il partito fa quadrato e non vuole rendere il ballottaggio ago della bilancia. «La batosta che abbiamo preso è già sufficientemente pesante, a prescindere da quello che accadrà a Senigallia. E quando si perde così, la responsabilità è collegiale», ragiona il vicesegretario Fabiano Alessandrini, che non vede una sostituzione al vertice all’ordine del giorno.
Una vittoria non basta
Certo, perdere anche la città guidata per 10 anni da Maurizio Mangialardi sarebbe pioggia sul bagnato, ma comunque un risultato positivo alle urne non basterebbe a sanare le cicatrici lasciate dalle pensanti sconfitte inanellate. Nonostante ciò, la squadra resta per ora la stessa, e ci si concentra sul ridefinire la linea da prendere per riconquistare quel bacino a due cifre di voti persi per strada tra il 2015 ed oggi. Intanto però, qualche nome per un eventuale dopo-Gostoli è iniziato a circolare tra i dem. Come quello di Antonio Mastrovincenzo, ex presidente del Consiglio regionale e candidato più votato nel collegio di Ancona. Equidistante da Area 70 (la maggioranza nel Pd) e dalla minoranza del partito che fa capo ai sindaci Valeria Mancinelli e Matteo Ricci, viene visto come una sorta di garante super partes da chi lo spinge. 
Le proposte di Pesaro
Ma il Pesarese non cederà così facilmente la leadership del partito. Peraltro, il sindaco Ricci ha già blindato Gostoli, si parla di Marchetti e l’idea di Ceriscioli ventilata martedì potrebbe avere un senso. Il sottosegretario al Mise Morani su Fb è tornata sull’analisi del voto: «Una vera e propria disfatta dopo 25 anni di governo del centro sinistra. È necessario - conclude - mettere in campo un nuovo gruppo dirigente, persone capaci di immaginare un nuovo modello di sviluppo per le Marche».

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