Rincari materie prime e cantieri per gli ospedali. Cronoprogramma e impegni sul preziario, ecco cosa fa la Regione Marche

Domenica 24 Ottobre 2021 di Andrea Taffi
Il cantiere del nuovo ospedale Inrca

ANCONA - C’è un problema di rincaro delle materie prime per i cantieri da proteggere a tutti costi dei nuovi ospedali? «Per il momento no», dice l’assessore Francesco Baldelli, titolare dell’edilizia sanitaria. «Per Fermo, Inrca e Amandola siamo dove volevamo essere, le aziende stanno rispettando i tempi. C’è qualche rallentamento per il Salesi ma contiamo di poterlo gestire». Certo però che il mondo dopo il Covid non è più lo stesso e questo vale moltissimo anche per i cantieri edili: quelli pubblici della Regione con i contratti firmati a monte per ora scorrono via bene. 

 

 
Gli adattamenti in cantiere
Ci sono stati degli adattamenti: con il rame sparito, si usa l’allumino per i cavi elettrici. Buon conduttore anche se non pari al rame. Ma bisogna andare avanti, le opere sono cruciali per le comunità che li aspettano. In alcuni casi, vedi Ancona Sud che a gennaio dovrebbe mettere il tetto, anche da decenni dopo il tormentatissimo iter che ha spostato la sede da San Sabino di Osimo. Ma quello delle materie prime è un argomento delicatissimo: non solo per gli enti locali che hanno le opere appaltate ma pure per le imprese che di cantieri vivono e che guardano al prezziario fissato dalla Regione, tra gli altri, come benchmark . L’argomento è stato toccato nel corso di un’interrogazione in consiglio regionale all’inizio del mese. Sono state le consigliere M5S Ruggeri e Lupini ha chiedere spiegazioni all’assessore Baldelli. 


Le richieste di M5S
«Negli ultimi tre mesi - scrivevano le due grilline - si è assistito ad un’impennata dei prezzi per i materiali da costruzione nell’ordine del 30%, soprattutto a carico di calcestruzzo e ferro». Nel dettaglio, è stato spiegato da M5S, nel settore delle costruzioni gli aumenti più importanti in un anno riguardano: i metalli (più 20,8%), con punte che superano il più 50%; i materiali termoisolanti (più 16%); i materiali per gli impianti (+14,6%), con punte che superano il +25%; il legno (+14,3%). Ruggeri e Lupini hanno spiegato che l’ultimo prezziario aggiornato è stato approvato a maggio del 2020 con tanto di delibera della giunta Ceriscioli. 


L’impegno con l’assemblea
Baldelli ha preso un impegno importante davanti all’emiciclo: «Siamo consapevoli del grande stravolgimento in corso sul mercato delle materie prime e dei materiali. In questo quadro di grave preoccupazione - ha spiegato - il prezzario regionale dei Lavori Pubblici è chiamato a svolgere un ruolo strategico sia per la componente “pubblica” che per i privati, ma deve adeguarsi ad una situazione profondamente cambiata e che va affrontata con un metodo ed una tempistica diversi rispetto al passato». 


La certezza dei tempi
Il primo passo che la Regione ha inteso compiere è la certezza dei tempi per quanto riguarda l’allineamento del prezziario all’andamento del mercato: «Ci siamo impegnati - ha continuato Baldelli - ad aggiornare il prezzario entro il 31 dicembre di ogni anno, interrompendo una prassi di dilazione dei tempi in uso in passato e che non condividiamo. Per questo sono stati dati incarichi agli uffici di sollecitare, nelle sedi competenti, l’adozione di sistemi e meccanismi flessibili di adeguamento dei prezzi. La velocità della valutazione delle modifiche dei prezzi consentirebbe di rendere coerente il prezzario con i valori di mercato - sia nel caso di aumento che di diminuzione - senza il rischio di sopravalutare il costo delle opere pubbliche in caso di normalizzazione dei costi delle materie prime». 


Il confronto nazionale
Ma su questo punto si è andati anche oltre: la Regione infatti partecipa al gruppo di lavoro interregionale promosso da Itaca che ha investito la conferenza delle Regioni e delle Province autonome del problema. «C’è un tavolo tecnico nazionale - ha detto Baldelli - per l’analisi e la valutazione d’impatto dell’aumento dei prezzi dei prodotti da costruzione utilizzati nei cantieri di opere pubbliche in corso, proponendo altresì la costituzione di un Fondo speciale Nazionale per far fronte ad aumenti dei prezzi accertati dalle stazioni appaltanti». 


I gruppi di lavoro in moto
Da qui l’istituzione a dicembre scorso a Palazzo Raffaello di un elenco aperto per l’iscrizione di soggetti qualificati a costituire il collegio consultivo tecnico. E la costituzione «di gruppi di lavoro composti da rappresentanti-esperti nominati da Ance, Confartigianato, Cna, ordini professionali, nelle rispettive materie di competenza, coinvolgendo decine di esperti che stanno provvedendo ad una rivisitazione dei contenuti del prezzario anche tramite l’utilizzo di un apposito questionario».

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