Pelle e lusso solidale. a sfida di Tigamaro a terremoto e Covid. L’impresa di Tolentino dà lavoro a 120 dipendenti, 10 milioni di fatturato nel 2021

Domenica 29 Maggio 2022
Luca Bortolami, ceo della pelletteria di Tolentino Tigamaro

TOLENTINO - Arriva dal Veneto nel 2015 per rilevare un’azienda di pelletteria, settore a lui sconosciuto. Inizia a ristrutturare l’impresa ma poco dopo arriva il terremoto. Supera la sciagura e ne arriva un’altra, la pandemia, durante la quale investe circa 5 milioni di euro per dare una nuova e moderna sede alla sua creatura: Tigamaro, pelletteria che rifornisce i più importanti gruppi del lusso. È la sintesi degli ultimi 7 anni imprenditoriali di Luca Bortolami, che fino al 2015 sapeva ben poco di come si produce una borsa.

 

«Mi occupavo di marketing e comunicazione (ho tuttora un’agenzia di comunicazione digitale a Vicenza) e gestivo un network televisivo» spiega lo stesso imprenditore. «Una persona che conoscevo mi ha proposto di rilevare Tigamaro. Visitando l’azienda, vedendo come si creano i prodotti in pelle, ho avuto un colpo di fulmine. L’ho rilevata praticamente al buio, perché chi me l’ha ceduta non è rimasto all’interno della pelletteria. Per cui ho imparato tutto sul campo, portando le mie idee» afferma Bortolami. 


Gli obiettivi
Partire da zero, da solo, in un territorio nuovo, senza sapere nulla di pelletteria e trasformare l’azienda non è certo semplice. Bortolami fissa alcuni obiettivi, come quello di passare dal concetto di laboratorio artigiano a quello di azienda. Forma un team giovane, competente, volenteroso e capace di supportarlo. Ma poi arriva l’imprevisto: il terremoto. Che colpisce duramente Tolentino. «È stato un momento durissimo» racconta il ceo di Tigamaro che poi prosegue: «Ricordo di aver partecipato a una riunione cittadina in cui la gente piangeva per le case distrutte. Salii sul palco per dire che non bisognava farsi prendere dallo sconforto e allontanarsi dal territorio. Perché c’era il rischio che, oltre alle case, Tolentino potesse perdere anche le aziende. Dissi che le imprese sarebbero dovute diventare più ospitali per dare un tetto ai dipendenti che avevano perso la casa. La risposta è stata incredibile». 
Il sisma
La sede aziendale diventa la nuova dimora per diverse famiglie dei dipendenti rimaste senza casa. Il terremoto si trasforma subito in energia positiva e accelera il processo di rinnovamento dell’impresa. Per questo nasce Tigamaro Academy, la scuola di formazione interna che dal 2017 ha formato un centinaio di persone ora impiegate nella stessa pelletteria. «Abbiamo cercato e cerchiamo tuttora di ridare al territorio quello che riceviamo. La continuità aziendale dipende anche da questo rapporto. E il territorio ci sta ripagando» afferma Bortolami. Appena il tempo di mettersi alle spalle il sisma che arriva la pandemia. Ma i piani dell’azienda non si fermano. Da poco più di un anno Tigamaro ha una nuova sede (con nuovi macchinari), frutto di un investimento di quasi 5 milioni di euro, senza alcun contributo o agevolazione pubblica. «La vecchia sede era diventata troppo stretta» illustra Luca Bortolami. «In pochi mesi abbiamo realizzato questo edificio circolare, smontabile, sostenibile e privo di cemento tutto made in Marche». Oggi Tigamaro dà lavoro a 120 dipendenti (il 90% donne) con un’età media di 31 anni. Ha chiuso il 2021 a circa 10 milioni di euro di fatturato (rispetto ai 6,5 del 2020) e conta di tornare ai livelli pre pandemia quest’anno. «Futuro? Puntiamo a essere un’azienda evoluta al servizio del brand. Un punto di riferimento per il settore del lusso» conclude Bortolami.

© RIPRODUZIONE RISERVATA