Dietrofront, le Marche tratteranno
i rifiuti per restituirli al Lazio

Dietrofront, le Marche
tratteranno i rifiuti
per restituirli al Lazio
ANCONA - I rifiuti di Roma si preparano a prendere la strada che porta alle Marche, ma solo per un pit stop. Il rientro dalla pausa ferragostana porta con sé la svolta nella trattativa tra Regioni, con una parziale apertura di palazzo Raffaello alle richieste del Lazio e della Capitale: sì al trattamento, ma no al conferimento in discarica. Come a dire: vi aiutiamo nella gestione del problema spazzatura, ma poi, una volta trattata, la rispediamo al mittente. 

 

Si è dunque aperta una breccia nel muro alzato dal governatore Luca Ceriscioli e dall’assessore competente Angelo Sciapichetti, che solo 10 giorni fa avevano ribadito in coro il secco no all’sos lanciato dalla sindaca Virginia Raggi, dopo quello scandito a chiare lettere lo scorso dicembre, all’indomani dell’incendio all’impianto di Trattamento Meccanico-Biologico di via Salaria che aveva mandato in tilt il sistema romano.

«Dopo aver parlato con il mio omologo della Regione Lazio, Massimo Valeriani – fa sapere Sciapichetti – siamo arrivati ad una soluzione: la Regione Marche non può permettere la saturazione delle proprie discariche, ma non ha problemi relativi al trattamento. Per questo motivo siamo disponibili al trattamento, che potrà essere effettuato da PicenAmbiente con l’impegno, da parte della Regione Lazio, che i rifiuti trattati nell’impianto vengano poi immediatamente riportati fuori dalle Marche per l’abbancamento». Che ci fosse spazio di manovra per portare avanti le trattative, dopo una prima chiusura ermetica di palazzo Raffaello, lo si era capito la scorsa settimana quando, durante la riunione tecnica al ministero dell’Ambiente sul caso-Roma, il ministro Sergio Costa aveva preso in carico la questione, proponendosi come mediatore tra le due Regioni. In quel frangente, Sciapichetti era stato sintetico: «Ad oggi nessuna novità. Se ci saranno le valuteremo». Il governatore Ceriscioli aveva invece replicato con un secco «non cambiamo posizione». Il confronto tra gli assessori Sciapichetti e Valeriani, evidentemente, deve essere stato la chiave di volta per trovare soluzione alla querelle. Fin qui la partita politica. Quella tecnica era iniziata prima. Come anticipato dal Corriere Adriatico il 14 agosto, i gestori laziali avevano allertato tutti i colleghi del territorio nazionale, a partire da quelli del centro Italia, preferibili sia per motivi logistici che economici.

Nelle Marche, era stata coinvolta PicenAmbiente che ha disponibilità per trattare rifiuti e, dopo il colloquio tra i due assessori, è stato confermato che spetterà proprio alla partecipata ascolana il compito di aiutare i colleghi romani. Il primo sondaggio portato avanti dai tecnici capitolini contemplerebbe la consegna nelle Marche di 5mila tonnellate al mese – fino a dicembre – di talquale (ovvero, i sacchetti freschi di raccolta, dunque materiale non selezionato), per un totale di circa 30mila tonnellate. PicenAmbiente si occuperebbe della selezione e del trattamento, dopodiché ciò che resta dei rifiuti verrà rispedito a Roma. In un primo momento, era ventilata l’ipotesi di smaltire il sopravaglio – gergo tecnico per definire la parte secca – nella discarica di Fermo. Il sottovaglio, invece, era già destinato ad essere recuperato dal Lazio, che lo riprenderà in carico per lo smaltimento. Trentamila tonnellate da trattare e 15mila da smaltire, dunque, con le prime in capo alle Marche e le seconde al Lazio.
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Martedì 20 Agosto 2019, 05:20 - Ultimo aggiornamento: 20-08-2019 05:20

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