Banca Marche, crac da 2 miliardi: 3.200 le parti civili. Le testimonianze: «Abbiamo perso 100mila euro e recuperati solo 30mila»

Crac Banca Marche, le parti civili erano 3.200: «Ora un altro obiettivo: recuperare i soldi persi. Riconosciute le responsabilità»
Crac Banca Marche, le parti civili erano 3.200: «Ora un altro obiettivo: recuperare i soldi persi. Riconosciute le responsabilità»
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Martedì 24 Gennaio 2023, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 16:19

ANCONA  - La sentenza ha spaccato a metà l’aula: da un lato la soddisfazione per chi è stato assolto da tutte le accuse e per le parti civili che, almeno hanno visto riconoscere - seppur in primo grado - le responsabilità per il fallimento della banca. Dall’altro, la delusione di chi la condanna l’ha invece subita. «Si è chiusa una prima fase in cui è stata riconosciuta la responsabilità dei dipendenti apicali della banca - ha detto l’avvocato Corrado Canafoglia dell’Unione Nazionale dei Consumatori, associazione che tutelava circa 3mila delle 3.200 parti civili - ora dobbiamo recuperare tutto il maltolto. Il processo ha alzato il velo sulla gestione della banca durante il commissariamento che merita un adeguato approfondimento. 

Le linee di credito finite sotto la lente della procura hanno un valore di 400 milioni, ma il crac è di 2 miliardi. Qualcosa non torna». In aula c’era anche una risparmiatrice: «Quando la banca è fallita - dice Rita Mattoni - io e mio marito abbiamo perso 100mila euro. Abbiamo ottenuto un risarcimento del 30%. Ora speriamo di recuperare il restante 70%. Se sono contenta della sentenza? Speriamo sia un punto di partenza per recuperare i soldi perduti e non un punto di arrivo». 

Adusbef


Parte civile era l’Adusbef, associazione tutelata dall’avvocato Paola Formica. «Siamo soddisfatti del riconoscimento delle responsabilità in capo ai personaggi apicali della banca e del riconoscimento del danno diretto subito dalle associazioni, dagli obbligazionisti e azionisti». I giudici hanno disposto la quantificazione del risarcimento in sede civile, disponendo però una provvisionale del 5% dell’importo dei titoli finanziari posseduti o, in difetto, dell’importo del danno rappresentato, nei limiti dei 15mila euro.


L’altro fronte


Le parole dell’avvocato Massimiliano Belli, difensore di Giuseppe Paci: «Una sentenza grandemente ingiusta; esperiremo ogni mezzo messo a disposizione dell’ordinamento per sovvertirla e vedere riconosciuta l’innocenza del dottor Paci. Solo l’assoluzione può essere giusta per chi non ha commesso alcun illecito e non ha colpa». L’avvocato Alessandro Lucchetti difendeva, assieme alla collega Marina Magistrelli, Giuseppe Barchiesi: «Una sentenza deludente per cui presenteremo sicuramente appello - commenta Lucchetti - deludente per due questioni: Medioleasing non è mai stata dichiarata fallita al contrario di Banca Marche. E, dunque, contestiamo l’insolvenza per come la pretende la procura. E poi, quando Medioleasing viene incorporata nella nuova Banca Marche ha un valore patrimoniale positivo, non era di certo in perdita». «Aspettiamo di leggere le motivazioni - le parole dell’avvocato Roberto Regni, che tutela Massimo Battistelli - per capire quale ragionamento ha portato alla condanna del mio assistito». Le motivazioni si potranno leggere tra 90 giorni. L’ironia che sa di beffa espressa dall’avvocato Renato Borzone, difensore di Bianconi: «Se non ci fosse da ridere ci sarebbe da piangere».

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