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Ecco chi sono nelle Marche i vaccinati "Altro". Operazione trasparenza dopo il caso dei riservisti dell'ultimo minuto

Ecco chi sono nelle Marche i vaccinati "Altro". Operazione trasparenza dopo il caso dei riservisti dell'ultimo minuto
di Martina Marinangeli
4 Minuti di Lettura
Domenica 11 Aprile 2021, 03:15 - Ultimo aggiornamento: 15:45

ANCONA - Quali soggetti vaccinati rientrano nella categoria “Altro” spuntata sul sito del ministero della Salute? Perché i dati sulle somministrazioni appaiono così diversi rispetto a quelli pubblicati sul portale della Regione? Dopo l’articolo del Corriere Adriatico sui numeri in ordine sparso delle due piattaforme istituzionali, Palazzo Raffaello scende nel dettaglio per spiegare dove nasce la questione. Ad illustrare tecnicamente gli step della trasmissione di dati è il dottor Marco Pompili, direttore dell’Osservatorio epidemiologico regionale.

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La trasmissione dati
Pompili precisa come funziona il Sistema Avn, ovvero il flusso informativo sulle somministrazioni: «Le Regioni trasmettono i dati, con le categorie dettagliate, alla cabina di regia ministeriale su base giornaliera. Il ministero fa poi l’estrazione dal flusso e li raggruppa secondo le categorie riportate nel proprio portale, che però sono rimaste indietro. Nel frattempo, infatti, sono iniziate le somministrazioni ad altri target, come i vulnerabili, la fascia 70-79, i disabili». Segmenti che finiscono tutti nel calderone etichettato come “Altro”. Questo dato, da solo, non basta però a spiegare la differenza tra i numeri. Ed infatti, anche per altri target vaccinali, il dicastero scorpora e raggruppa diversamente i dati.


La metodologia
«Fino a due settimane fa – prosegue nella spiegazione l’uomo dei numeri della Regione –, il sito del ministero aveva, nella categoria operatori non sanitari, circa 20mila persone per le Marche. Poi, da qualche giorno, li ha messi quasi tutti sotto la categoria “Altro”. Sono loro scelte». Metodologie diverse che hanno come conseguenza quella di creare confusione. Un discorso analogo riguarda le Forze dell’ordine: alla voce “Forze armate”, il portale del dicastero della Salute non annovera, per esempio, vigili del fuoco e polizia penitenziaria, che finiscono così nel mix “Altro”. Scorrendo la tabella sopra l’articolo - che mostra tutte le vaccinazioni rientranti nella nebulosa voce ministeriale – compaiono anche 4018 somministrazioni “in fase di verifica/assegnazione alla specifica categoria”: in questo caso, si può al momento parlare davvero di “Altro” e costituisce circa il 5% delle somministrazioni. «La dicitura “altro” accorpata a livello nazionale meriterebbe al più presto una disaggregazione», precisano gli uffici di Palazzo Raffaello. Diplomatico il commento dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini: «La nostra Regione, per disposizione mia e del presidente Acquaroli, deve essere una casa di vetro. La rendicontazione sul sito regionale tende a mettere in evidenza i dati, classificandoli specificamente. Credo che questo lavoro sia troppo grande per il ministero, che deve aggregarli a livello nazionale». 


I dati aggiornati
Rimanendo con il pallottoliere in mano, il titolare della delega comunica anche che «nelle Marche, a fronte di una popolazione vaccinabile di 1.200.000 persone, sono state inoculate 343.543 dosi. Per quanto riguarda la fascia over 80, su 96.410 prenotazioni abbiamo inoculato 94.570 dosi. E tra i 17.252 ultraottantenni non deambulanti, ne sono stati vaccinati 8.210. Tra qualche giorno completeremo tutto il target. Anche per la categoria dei fragili – prosegue Saltamartini –, su 140mila persone, ne sono state coperte 27.362, di cui 6.715 dai medici di famiglia e 17.429 nei punti vaccinali ospedalieri. Non è un caso che il commissario Figliuolo ha detto che siamo un modello, sollecitandoci a fare più vaccini». Per quanto riguarda tutori e caregiver, «le somministrazioni sono già iniziate per chi accompagna nei punti vaccinali alcune persone fragili (ad esempio, pazienti oncologici). L’apertura di uno slot per le prenotazioni è questione di giorni, poiché Poste, gestore della piattaforma, ci ha chiesto di omogeneizzare il sistema tra tutte le Regioni che ora fanno ricorso allo stesso strumento». Quanto alla materia prima, senza la quale tutto resta sulla carta, nelle farmacie dell’Asur sono presenti al momento 82mila dosi. Perché allora i medici di base lamentano scarsi rifornimenti di sieri? «Fino alla vigilia di Pasqua hanno ricevuto pochissimi vaccini per la scarsità delle dosi consegnate. Dall’inizio di aprile c’è ampia disponibilità di sieri e qualunque medico può ordinare nelle farmacie dei distretti le quantità necessarie a soddisfare la copertura dei propri pazienti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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