L'immunologo Silvestri e il virologo Clementi: «Vietato tornare al lockdown. La soluzione? Il vaccino»

Venerdì 27 Agosto 2021 di Sabrina Marinelli
L'immunologo Silvestri e il virologo Clementi: «Vietato tornare al lockdown. La soluzione? Il vaccino»

SENIGALLIA - Incentivare la vaccinazione, unica soluzione per uscire dalla pandemia. Ne sono certi i professori Guido Silvestri di Senigallia e Massimo Clementi di Monsano alla guida rispettivamente del dipartimento di patologia all’Università Emory di Atlanta e del laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano. Ospiti mercoledì a Senigallia di una serata condotta da Fabrizio Marcantoni, titolare della libreria Sapere Ubik, che ha preso spunto dalle loro ultime fatiche letterarie. 

 

La fine della pandemia

«La vera fine della pandemia sarà quella di un virus che entrerà a far parte delle decine, centinaia e migliaia di virus che circolano – ha spiegato Silvestri - causando alcuni danni ma non più un evento pandemico drammatico e tragico. Diventerà un virus endemico. Ci sono altri coronavirus umani che circolano da decenni e causano malattie respiratorie tollerabili. Stiamo accelerando il processo con la vaccinazione». Riguardo le soluzioni adottate finora spiega perché siano superate. 

Controllare il virus

«Bisognava fare qualcosa per controllare il virus – ha aggiunto Silvestri -, le chiusure e i lockdown hanno avuto un loro ruolo ma bisogna minimizzarne l’uso perché non sono uno scherzo a tanti livelli. Pensiamo ai ragazzi che non andando a scuola hanno sofferto, ai danni psicologici con i quali ancora facciamo i conti, alle persone che hanno perso il lavoro a causa delle chiusure. La risposta non può essere quella di chiudere ognuno in una bolla. Ho sempre detto che bisognava contare sulla scienza anche se era chiaro che un po’ di tempo bisognava darglielo e sono orgoglioso perchè il virus è stato sequenziato il 10 gennaio 2020 e noi il 10 novembre 2020, in dieci mesi, abbiamo dato al mondo un vaccino. I lockdown non risolvono, spostano il problema perché appena si riapre il virus torna a circolare e l’abbiamo visto. L’ottimismo della scienza ho cercato di trasmetterlo per dire alle persone non siete soli». Il professor Silvestri ha poi spiegato che: «con la Dad abbiamo chiuso. A questo punto della pandemia con le armi a disposizioni la didattica a distanza deve essere solo un ricordo altrimenti se ritorna è il segno di un fallimento politico amministrativo, di cui qualcuno si dovrà assumere la responsabilità perché non si può far pagare ai ragazzi l’incapacità di arrivare a un certo livello di copertura vaccinale». 

Il tema della terza dose

Si è parlato anche della terza dose e della possibilità in futuro di continuarsi a vaccinare. «A me piace l’idea che le persone facciano le cose non perché obbligate ma perché ne comprendano la necessità – ha spiegato Silvestri -. C’è bisogno di un cambio di marcia. qualche forma di incentivazione deve essere fatta, che sia il Green pass o altro. La vera arma è vincere la battaglia dell’informazione per far arrivare alla gente il messaggio giusto». Proprio mentre Silvestri e Clementi parlavano di fronte a duecento persone munite di Green pass nei giardini della Scuola Pascoli, poco distante c’era una piazza Roma gremita come non mai. 

Grimaldi in piazza

Molti i non vaccinati ad ascoltare l’avvocato Erich Grimaldi sulle terapie domiciliari per curare il Covid. «Non è vero che con certi tipi di interventi il Covid diventi una malattia curabile al cento per cento – le parole di Silvestri - non c’è alcuna evidenza scientifica che si possa guarire, se così fosse qualcuno avrebbe pubblicato degli studi. E’ una leggenda, se non c’è uno studio che dica che funzionano, l’assunto è che non funzionino». I due scienziati hanno raccontato anche i dietro le quinte dei dibattiti televisivi. «E’ stato fatto molto terrorismo psicologico – ha spiegato Clementi -, il dissidio tra esperti ha fatto audience, così come la narrazione peggiorativa della situazione. Poi sono arrivati i risultati delle terapie iniziali e i vaccini che ci hanno indicato la via maestra da percorrere, che dobbiamo assolutamente seguire. I vaccini hanno messo d’accordo tutti tranne quell’otto per cento della popolazione che non lo vuole fare». A conclusione della serata il ringraziamento del sindaco Olivetti. «Vi ringrazio, ci avete dato oltre a un insegnamento tecnico anche di comportamento e l’intera città ve ne deve dare merito».

 

 

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