Allarme scuola, timore per i bus. Ok in presenza ma al 60%. Castelli: «Il rischio è vanificare i sacrifici fatti»

Mercoledì 21 Aprile 2021 di Martina Marinangeli
Allarme scuola, timore per i bus. Ok in presenza ma al 60%. Castelli: «Il rischio è vanificare i sacrifici fatti»

ANCONA Partire dal 26 aprile con il 60% degli studenti in presenza, per poi arrivare appena possibile al 100%. È questo il punto di caduta tra la proposta del premier Draghi di un ritorno “di massa” sui banchi già da lunedì - almeno nelle zone gialle e arancioni - e i timori espressi dalle Regioni, in particolare sull’organizzazione dei trasporti. 

 

 
Le cifre
Il decreto Riaperture - che verrà firmato al più tardi venerdì per entrare in vigore dal 26 - dovrebbe dunque stabilire che le scuole superiori potranno adottare, fino alla fine dell’anno scolastico, «forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica», affinché sia garantita, in zona rossa, «la presenza ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%», mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita «ad almeno il 60% e fino al 100%». Nessuna possibilità di deroga da parte delle Regioni, a parte nel caso in cui si registrassero focolai. Un’ipotesi, quella di un rientro graduale in classe, avanzata in mattinata dalle Regioni, che avevano proposto una forbice tra il 50 e il 100%. Poi alla Conferenza pomeridiana, la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ha messo sul tavolo un limite minimo fissato al 60% in zona gialla e arancione ed è questa percentuale che dovrebbe trovare posto nel decreto. Le Regioni avevano anche chiesto un aumento della capienza dei bus al 75%, ma per ora non è previsto. 


Il nodo
«Stiamo monitorando costantemente la situazione insieme ai Prefetti e alle aziende di trasporto - fa sapere l’assessore regionale competente Guido Castelli. - Ci auguriamo che le proposte della Conferenza delle Regioni vengano accolte. Il rischio di un rientro al 100% è quello di vanificare i sacrifici finora dolorosamente fatti». Il nodo principale di un ritorno alla didattica in presenza al 100%, sta nel fatto che i mezzi trasporto hanno una capienza massima fissata al 50% e le aziende chiedono ingressi scaglionati di almeno due ore all’ingresso e all’uscita per poter garantire il servizio. Soluzione ritenuta irricevibile dal mondo della scuola, che dovrebbe stravolgere il calendario per un solo mese di lezione.


Il dossier 
«Se non c’è corrispondenza tra le percentuali di capienza degli autobus e la richiesta di frequenza a scuola - osserva Riccardo Rossini, presidente regionale dell’Associazione Nazionale Presidi - è evidente che la cosa non si può fare. Ormai è impossibile mettere mano all’orario». Proprio per discutere del dossier trasporti, ieri si è riunito il tavolo prefettizio pesarese e oggi toccherà a quello anconetano, anche se un avvio in presenza al 60% dovrebbe essere abbastanza sostenibile. Diversa la situazione nel caso in cui la percentuale dovesse aumentare. A inizio 2021, in previsione di un rientro a scuola al 75%, i Prefetti, d’intesa con il servizio trasporto regionale, avevano prodotto dei piani operativi che prevedevano però doppi turni di entrata ed uscita, scaglionati di almeno due ore. E questo nonostante 134 autobus aggiuntivi. Un assetto che per il mondo della scuola non è perseguibile: «quello delle entrate e delle uscite scaglionate - conferma il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Marco Ugo Filisetti, che aggiunge –: resta una questione molto problematica, con complicazioni tali da essere difficilmente risolvibili». 


I vaccini
Timori per un rientro “di massa” erano stati mossi anche dal personale scolastico, parte del quale, per giunta, si è visto rinviare la somministrazione del vaccino dopo la modifica dei target. Al momento, su una platea composta nelle Marche da 29.995 persone (23.799 docenti, 5.942 personale Ata e 214 dirigenti scolastici) hanno ricevuto la prima dose in 27.387, poco più di 500 anche la seconda: «Abbiamo alcuni docenti coperti con le vaccinazioni e altri no - sottolinea Paola Martano, segretaria regionale dello Snals. - Il rientro al 100% sarebbe stato un azzardo: non abbiamo i tracciamenti, né i tamponi da far fare periodicamente ai ragazzi. La scuola è quasi finita: a noi ormai non cambia niente».

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Ultimo aggiornamento: 15:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA