Ospedali e Rsa al limite, una task force militare con medici e infermieri. Ecco dove arriveranno i rinforzi

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Maria Teresa Bianciardi

ANCONA - Diciotto decessi, 667 pazienti ricoverati per Covid negli ospedali marchigiani, tre focolai nelle strutture di Fermo, Urbino e Macerata, più i contagi che frenano ma non rallentano. È questa la fotografia attuale della corsa del Covid in regione, numeri che fanno preoccupare l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, tanto da chiedere l’intervento di personale della sanità militare da assegnare alle Rsa e alle case di riposo, in evidente affanno. In particolare un medico e due infermieri saranno assegnati già oggi alla Rsa di Sarnano, mentre un team composto da un medico e tre infermieri sarà in servizio da domani presso la Rsa di Tolentino. 

 

 

 

 
Il monitoraggio
In più dal 19 gennaio ad Esanatoglia verranno assegnati un medico e due infermieri ed è poi previsto, sempre per la prossima settimana, l’arrivo di personale medico militare nella Rsa di Porto Recanati. «Inoltre, la sanità della marina militare - aggiunge Saltamartini - ha monitorato il Presidio ospedaliero di Urbino per verificare se le risorse professionali militari possono coprire le esigenze dell’Ospedale di Urbino colpito da contaminazione Covid del suo personale ed è stata avviata la pratica con il Gores per dotare di personale medico militare anche l’ospedale Murri di Fermo, ma ancora non c’è stato riscontro». Insomma gli ospedali sono l’anello debolissimo di una struttura che si appresta ad entrare nella terza ondata pandemica in evidente affanno. In questo contesto - ricorda ancora l’assessore - «dobbiamo ricordare che l’Italia è circa due settimane indietro dal punto di vista epidemiologico della Gran Bretagna e della Germania, quindi dobbiamo continuare a tenere la guardia alta». E anche ieri la notizia di 18 decessi avvenuti nelle Marche ha confermato come il Covid continui a colpire pesantemente le categorie più fragili e gli anziani in particolar modo.


Il dramma dei più fragili
Delle vittime segnalate ieri dal Servizio sanitario della regione, dieci erano residenti nella provincia di Pesaro Urbino, una nel Maceratese, una nell’Ascolano e 6 in provincia di Ancona. Il più giovane è un uomo di 55 anni residente a Terre Roveresce, il più anziano un pergolese di 95 anni: tutti i pazienti deceduti avevano patologie pregresse. Dopo l’impennata di ricoveri delle scorse ore (+38), ieri il numero dei ricoverati è rimasto invariato a 667 con la dimissione di 20 persone. È leggermente calato è calato il numero di degenti in terapia intensiva passato da 79 a 73 mentre sono aumentati i ricoveri in Semintensiva ora 162 (+3) e in reparti non intensivi (432, +3). Diminuiti gli assistiti nei pronto soccorso (tecnicamente non ricoverati) da 58 a 45 (-13) e resta invariato il numero di ospiti di strutture territoriali (222). Ma le Rsa rimangono osservate speciali, soprattutto quelle di Campofilone con 48 ospiti e Galantara con 56. Intanto scendono i positivi in isolamento domiciliare, adesso 12.491 (-32) ma cresce il numero di isolati in casa per contatto con contagiati: sono in tutto 14.374 (+331). Di questi 4.498 con sintomi, 660 sono operatori sanitari). Si impenna il dato dei guariti ora 33.234 (+1.500). Ieri erano 480 i positivi nelle Marche riscontrati nel percorso nuove diagnosi con 7.031 tamponi: 4.588 nel percorso nuove diagnosi (di cui 2.579 nello screening con percorso Antigenico) e 2.443 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 10,5%. 216 infetti in provincia di Ancona, 121 in provincia di Macerata, 81 in provincia di Pesaro-Urbino, 27 in provincia di Fermo, 17 in provincia di Ascoli Piceno. 

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