Covid, le Marche con i dati strappano il pass per la zona gialla. Ecco perché la Regione ha le carte in regola per il cambio di colore

Martedì 20 Aprile 2021 di Lorenzo Sconocchini
Covid, le Marche con i dati strappano il pass per la zona gialla. Ecco perché la Regione ha le carte in regola per il cambio di colore

ANCONA - Serve ancora molta prudenza, si attende con qualche preoccupazione che la riapertura delle scuole produca un “rimbalzo” sui contagi, ma intanto l’orizzonte delle Marche si tinge di giallo.

 

 

Chiuso con i dati di ieri il report settimanale, che sarà decisivo per il monitoraggio di venerdì prossimo, la nostra regione si conferma con le carte in regola per presentarsi da lunedì prossimo alla linea delle ripartenze graduali messe in calendario dal Governo. I nuovi positivi della settimana 12-18 aprile sono 2.044, con un -8% rispetto alla precedente, e un’incidenza settimanale che scende ancora: siamo a 135,1 casi ogni 100mila abitanti, ben al di sotto della soglia di rischio fissata dal governo a 250. 


Il dato dell’incidenza
Anche se il dato dell’incidenza è l’unico che sarà aggiornato fino a giovedì prossimo, non sono neanche immaginabili sobbalzi tali da compromettere il rispetto di questa soglia. Tanto più che la Regione ha deciso di istituire cinque micro-zone con limitazioni rafforzate per spostamenti in cinque comuni che nell’ultima settimana avevano superato il limite di incidenza dei 250 ogni 100mila abitanti: Tavullia, Montelabbate, Acqualagna, Vallefoglia e Cerreto d’Esi.
Nel confronto settimanale basato sui bollettini del Servizio Salute della Regione si nota un rialzo dei casi sintomatici, saliti da 333 a 389, ma in gran parte l’aumento è dovuto al recupero di soggetti con ritardo sintomatico e il dato settimanale effettivo, depurato da questo “ripescaggio”, è in lieve calo, per cui ci si attende per il monitoraggio di venerdì prossimo un indice Rt di trasmissibilità del contagio (calcolato proprio sui sintomatici) in linea con quello della scorsa settimana, 0.9, e dunque in zona sicurezza. Decisamente migliorato, con i dati dei ricoveri aggiornati a domenica, anche l’aspetto che riguarda la resilienza del sistema sanitario regionale all’emergenza Covid, con la decrescita continua della saturazione dei reparti.


L’occupazione per Covid
L’occupazione per Covid dei posti in area medica è scesa nell’ultima settimana dal 51 al 41% e si appresta orma a rientrare sotto la soglia di rischio fissata dal ministero della Salute al 40%. In terapia intensiva, con i 96 posti occupati per Covid domenica su un totale di 247, siamo al 39%: ancora sopra la soglia di rischio fissata al 30%, ma lontanissimi dal picco del 63% raggiunto neanche un mese fa. Già nel report di una settimana fa, con saturazioni più alte, le Marche si erano garantite una classificazione del rischio “moderata”, buona per guadagnarsi il pass in zona gialla, e dunque anche su quest’aspetto la “pagella” di venerdì prossimo può solo migliorare. L’altro requisito richiesto per essere ammessi alla zona gialla - con la riapertura al pubblico dei ristoranti all’aperto, la possibilità di spostarsi tra regioni, la scuola tutta in presenza e l’attività sportiva consentita open air - riguarda il rispetto degli step della campagna vaccinale. Ma anche su questo versante le Marche sembrano al passo, con 422.395 dosi somministrate su 468.750 consegnate, pari al 90,1%. E sarebbero addirittura la prima regione ad aver completato la vaccinazione per gli over 80, come annunciato ieri dal governatore Acquaroli.


L’istantanea da esaminare
Scattata l’istantanea che sarà poi esaminata nel monitoraggio-clou di venerdì prossimo, i dati sull’emergenza sanitaria nelle Marche continuano a migliorare. Ieri sono diminuiti ancora i ricoveri totali per Covid, scesi a 656, e soprattutto quelli in terapia intensiva, a quota 88 (-8 in 24 ore) per una saturazione sulla disponibilità totale del 36%. In calo i positivi attuali (isolamenti domiciliari più ricoveri) scesi ieri a 7386 (-190) grazie al ritmo sostenuto dei dimessi e guariti, 316 nell’ultimo bollettino.
Stenta invece ancora a piegarsi la curva dei decessi, che di norma segue un andamento in ritardo di 3 settimane rispetto alle altre. Il bollettino di ieri segnalava altre 9 vittime correlate all’epidemia, che fanno salire il totale a 2.868 dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. Si tratta di 5 uomini e 4 donne, d’età fra i 69 e 96 anni, tutti alle prese con patologie pregresse, ma sicuramente con aspettative di vita più lunghe se non avessero contratto il virus.

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Ultimo aggiornamento: 15:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA