Marche arancioni da domani. Acquaroli: «Sarà così per due settimane speriamo non diventino tre». Ecco perché la scelta del governo

Sabato 16 Gennaio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Marche arancioni da domani. Acquaroli: «Sarà così per due settimane speriamo non diventino tre». Ecco perché la scelta del governo

ANCONA - Dopo una breve parentesi in giallo da domani le Marche tornano in zona arancione, assieme ad altre undici regioni. E ci resteranno sicuramente due settimane, «speriamo non tre ma prepariamoci all’eventualità», ha sottolineato il governatore Francesco Acquaroli subito dopo avere avuto la conferma ufficiale da Roma. « La situazione Covid è praticamente simile alla scorsa settimana, anzi i rilevamenti della settimana in corso sono in miglioramento, ma così è stabilito nel nuovo Dpcm e dobbiamo attendere l’evoluzione delle cose». 

 

 

 
La conferma
Ieri l’Istituto superiore della sanità ha confermato per le Marche un indice di contagio (Rt) pari a 0,97, inferiore a quello in Italia che è stato stimato a 1,09. «Tornare in zona arancione, con un Rt ormai stabilmente sotto a 1 da un mese e mezzo, mi sembra un provvedimento eccessivo più che una scelta precauzionale - continua il presidente -. Per questo sono amareggiato e continuerò a fare di tutto affinché il Governo comprenda le nostre richieste e modifichi il Dpcm, ma - sottolinea Acquaroli - le norme vanno sempre rispettate anche quando non condivise. Questo è l’invito che rivolgo a tutti voi». Nel report dell’Iss le Marche hanno una classificazione del rischio giudicata alta, così come la valutazione dell’impatto: due fattori che hanno contribuito al passaggio in arancione, assieme al sovraccarico delle terapie intensive (sopra il 30%) e delle aree mediche. Inoltre il dossier rileva la presenza di nuvi focolai nelle strutture sanitarie come quelle di Urbino, Fermo e Macerata. All’ospedale Murri è piena emergenza contagi: 81 operatori e 74 pazienti sono risultati positivi al Covid e l’Area vasta 4 ha predisposto un pianto straordinario per riuscire a mantenere attivi tutti i servizi. 


Gli esperti
Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso dell’analisi del monitoraggio della situazione epidemiologica nel Paese ha spiegato nel dettaglio il quadro della situazione: «L’Rt e incidenza sono aumentati ma va riconosciuto che l’aumento contenuto dell’incidenza è frutto degli sforzi fatti negli ultimi 15 giorni. Ci sono regioni come Veneto, Bolano e Friuli Venezia Giulia e Bolzano, che hanno però incidenze particolarmente elevate. Siamo quindi in una fase delicata in cui sono richieste rigorose misure di mitigazione per fare sì che la curva si appiattisca sempre di più e poi possa decrescere anche in una stagione caratterizzata dall’influenza».


Il report
Insomma secondo gli esperti di Roma l’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. «Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone: è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Resta obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine».

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Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 10:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA