Covid, le province dove il virus circola di più. Trasloco dei pazienti contagiati, liberati i pronto soccorso

Giovedì 2 Settembre 2021 di Lorenzo Sconocchini
Covid, le province dove il virus circola di più nel dato settimanale. Trasloco dei pazienti contagiati, liberati i pronto soccorso

ANCONA - Un travaso di pazienti positivi dai pronto soccorso ai reparti, possibile grazie alla riapertura di una Covideria al Carlo Urbani di Jesi, fa segnare un rimbalzo tecnico dei ricoveri totali nelle Marche, saliti ieri da 79 a 87. Ma poco cambia, perché contemporaneamente scendono da 19 a 11 i positivi in osservazione nei pronto soccorso delle Marche (svuotando quelli di Jesi e Fabriano) una tipologia di malati che ai fini statistici non vengono contabilizzati tra i ricoveri per Covid nella Regione Marche. Così sale un po’ la quota di occupazione dei posti letto totali in Area Medica, passata dal 6 al 7% in un giorno, ma sempre a distanza di sicurezza dalla soglia critica fissata dal ministero al 15%, parametro tra quelli monitorati per definire le fase di restrizioni.

 


I bollettini di ieri segnano anche un calo dei ricoveri in terapia intensiva (da 20 a 19) che fanno scendere la saturazione dei posti totali sotto il 9%, dopo aver sfiorato martedì la soglia critica del 10%. Purtroppo però si segnala anche il decesso di un paziente di 68 anni di Grottazzolina (Fermo) ricoverato a Torrette. 


L’inversione
Intanto per il secondo giorno consecutivo, dopo un trend al rialzo che durava dal 21 agosto, è scesa l’incidenza settimanale dei nuovi casi positivi per 100mila abitanti, tornata sotto quota 80 (esattamente 79,4). Il bollettino di ieri ha registrato 169 nuovi positivi nelle Marche. La province che ne hanno avuti di più sono state Pesaro Urbino (52) e Macerata (50), seguite da Ancona con 35, Ascoli Piceno con 15 e Fermo con 10, oltre a 7 casi fuori regione. Ma se si guarda al trend settimanale e ai casi rapportati alla popolazione residente, emerge che al momento le province più calde quanto a circolazione virale sono sempre Macerata (120,4 casi per 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni) e Fermo (96,3), seguite da Pesaro Urbino (66,6), Ancona (52,3) e Ascoli (50,3).


Le guarigioni
Intanto, grazie al ritmo sostenuto delle guarigioni (246 solo ieri) da tre giorni sta scendendo il numero complessivo dei “positivi attuali”, i marchigiani che si trovano in isolamento domiciliare o in ospedale per un’infezione ancora attiva al Coronavirus. Era salito fino a un picco di 3.608 il 29 agosto, dopo un periodo di crescita costante, ora sta scendendo e ieri era a 3.496.
Intanto con la riapertura del reparto Covid all’ospedale di Jesi sono sette gli ospedali marchigiani attivi sul fronte dell’emergenza sanitaria da epidemia: Marche Nord di Pesaro, il Regionale di Torrette e il Salesi ad Ancona, gli ospedali di Civitanova, Macerata, Fermo e San Benedetto del Tronto. Andrebbe aggiunto alla lista anche l’ospedale di Ascoli, che però ha solo un paio di pazienti in transito al pronto soccorso e non ha reparti Covid operativi. L’unica Rsa attiva al momento come struttura territoriale per l’assistenza ai positivi non acuti è quella di Campofilone, nel Fermano, con 42 assistiti.
La pressione dell’epidemia sugli ospedali marchigiani, per quanto in crescita, non è al momento ancora allarmante, specie se confrontata con l’ondata di febbraio-marzo scorsi, quando l’aumento dei contagi, con picchi di oltre mille al giorno al traino della variante inglese, aveva portato le Marche a superare percentuali del 60% nella saturazione per Covid sia in Area Medica che in Terapia intensiva. Ora siamo sotto il 10% dei posti letto totali occupati per Covid sia in rianimazione che nei reparti non intensivi, valori che almeno per ora non mettono a rischio la permanenza in zona bianca delle Marche.
Un risultato dovuto soprattutto alla campagna vaccinale che ha protetto le categorie più fragili. Nelle Marche sono immunizzati con doppia dose l’83,7% dei cittadini nella fascia d’età 60-69 anni, il 91,2% della fascia 70-79, il 92,5% della 80-89 anni e il 96,6% degli ultranovantenni. Uno scudo che ha consentito di limitare i danni riducendo i casi di malattie gravi dovute all’infezione.

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Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 10:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA