Omicron-2 accelera i contagi, tengono le terapie intensive. Il virologo Stefano Menzo di Torrette: «Merito del vaccino»

Stefano Menzo, virologo
Stefano Menzo, virologo
di Lorenzo Sconocchini
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Venerdì 18 Marzo 2022, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 14:33

ANCONA - Il virus non è più quello di un mese fa, perché ormai anche Omicron sta cedendo il passo alle sue stesse subvarianti, più trasmissibili di circa il 30% di questa già contagiosissima mutazione del ceppo originario. Nelle Marche, secondo le analisi del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, ormai Omicron BA.2 (conosciuta come Omicron-2) rappresenta circa il 50% dei contagi nelle Marche, con un’incidenza leggermente superiore nelle province di Ancona e Ascoli Piceno rispetto alle altre.

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Se ne vedono i risultati da 13 giorni, con un rialzo della curva dei contagi anche nella nostra regione: ieri 2.889 nuovi positivi, per un’incidenza settimanale di 974 casi ogni 100mila abitanti e un più 30% in sette giorni. Ma i reparti Covid sono ancora messi molto meglio di un mese fa, con i ricoveri dimezzati: ieri 175 pazienti infetti, contro i 340 del 17 febbraio scorso. E soprattutto gli ospedali impegnati contro l’epidemia sembrano lontani ere geologiche rispetto a un anno fa, quando al picco della terza ondata spinta dalla variante Delta i ricoverati nelle Marche occupavano il 63% dei posti letto totali di area medica e il 54% in terapia intensiva. Adesso, nonostante il leggero rialzo degli ultimi due giorni nei reparti non intensivi (ieri +7) siamo a 167 ricoveri in area medica (il 16,4% del totale) e appena 8 in terapia intensiva, il 3,1% dei 256 posti disponibili nelle Marche.


I parametri ospedalieri
Parametri ospedalieri che da inizio marzo sono da zona bianca, tanto che nel monitoraggio settimanale di oggi la Cabina di regia dovrebbe certificare il ritorno nelle Marche nella fascia con minori restrizioni (anche se per chi ha il super Green Pas non cambia nulla) a partire da lunedì prossimo. La tenuta delle trincee sanitarie - con le terapie intensive 18 volte meno cariche di pazienti Covid rispetto a un anno fa - è merito quasi esclusivamente dei vaccini, secondo l’analisi del professor Stefano Menzo. «Sicuramente questa vistosa differenza - commentava ieri il confronto con i ricoveri del marzo 2021 - è attribuibile all’efficacia del vaccino nel proteggere non tanto dall’infezione, che soprattutto con Omicron avviene abbastanza facilmente sia nei vaccinati che in coloro che avevano avuto pregressa infezione da altre varianti (o entrambe le cose), quanto dalla malattia grave».
Questa differenza, secondo il virologo dell’azienda universitaria ospedaliera di Torrette, non è attribuibile a caratteristiche intrinseche della variante Omicron (e delle sub-mutazion), che ormai ha soppiantato tutte le altre: il ceppo “originario” di Wuhan è scomparso nelle Marche dal febbraio 2021, mentre già dal mese scorso non si sequenziano più campioni di Delta, variante anch’essa uscita di scena. «A dispetto di alcune affermazioni, purtroppo anche da parte del mondo scientifico - spiegava ieri il professor Menzo -, la variante Omicron non risulta significativamente diversa dalle altre nella capacità di generare patologia. In sostanza è la popolazione che è diversa (dal punto di vista immunologico, vaccinata o già infettata) non il virus. Basti guardare a cosa succede a Hong Kong, dove il virus in precedenza ha circolato pochissimo e Omicron fa stragi, soprattutto tra i non vaccinati».


Decessi in flessione
Nelle Marche la curva dei decessi è in flessione: 25 nell’ultima settimana, 2 nella giornata di ieri. Il 17 marzo ‘21, per tornare al confronto con le ondate pre-vaccini, le vittime erano state 15. La situazione attuale, con il rialzo dei contagi, non preoccupa il governatore Acquaroli: «Nonostante qualche contagio in più, vediamo che continua la discesa dei ricoveri - diceva ieri a margine di un’inaugurazione -. Il mio auspicio è di tornare ad una graduale normalità».

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