Marche, due Comuni in arancione rafforzato. Pesaro Urbino, provincia osservata speciale: dopo la discesa frenata ora ha iniziato a risalire

Martedì 11 Maggio 2021 di Martina Marinangeli
Un reparto di rianimazione: nelle Marche diminuiscono i ricoverati

ANCONA - Faro puntato sulla provincia di Pesaro. L’andamento della curva del contagio preoccupa perché, se già da qualche settimana si registrava un flessione meno marcata di quella degli altri quattro territori, ora, seppur di poco, torna a crescere. Non è un caso che i due Comuni per i quali si renderanno necessarie misure restrittive più forti siano collocati proprio nel Pesarese.

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Si tratta di Acqualagna e Petriano, che dalla mezzanotte di stasera alle 24 del 18 maggio passeranno alla fascia arancione rafforzato. 

Da sette a due comuni
Tradotto: alle regole della zona arancione (bar e ristoranti chiusi, negozi aperti), si aggiungono quelle della zona rossa sul divieto di spostamento, ad eccezione di quelli motivati da esigenze lavorative, di necessità, di salute, per rientrare al proprio domicilio e per assicurare lo svolgimento della didattica in presenza. Erano sette le città finite sotto la lente d’ingrandimento della Regione perché per diversi giorni avevano mostrato un andamento che meritava un’attenzione particolare. 


Il doppio sforamento
Ma alla fine delle due settimane di monitoraggio che guidano le decisioni sulle misure restrittive, solo Acqualagna e Petriano hanno fatto registrare sforamenti su entrambi i parametri presi in esame: un tasso d’incidenza superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti e più di 10 nuovi positivi in sette giorni. «Dall’analisi epidemiologica effettuata ed a seguito delle Conferenze dei Sindaci delle Aree Vaste – si legge nell’ordinanza –, è emerso che, mentre il tasso regionale dei positivi su 100 mila abitanti pari a 107,85 non preoccupa, ci sono due Comuni, Acqualagna e Petriano, che richiedono un’ulteriore attenzione e un’azione di intervento per tenere sotto controllo la situazione pandemica». 


Il tasso di incidenza
Sempre nel documento, si precisa che anche il tasso d’incidenza regionale, in realtà, è «in leggero incremento nell’ultima settimana», ma essendo ancora molto sotto la soglia critica dei 250 casi ogni 100mila abitanti, «non preoccupa». Ma comunque va attenzionato. Il Pesarese rischia di diventare la locomotiva che si trascina dietro tutte le Marche, come fece l’Anconetano tra fine febbraio ed inizi di marzo. E gli effetti già si vedono, perché ieri per la prima volta dopo tanto tempo le Marche hanno chiuso la settimana con un dato in rialzo (dell’1,7%) rispetto alla settimana precedente. La provincia più a Nord ha fatto registrare, nelle ultime due settimane, un trend in crescita – seppur di poco – passando da un tasso d’incidenza a 138,29 a 148,51. Se la curva continuasse a salire, non è escluso che nei prossimi giorni potrebbero essere prese ulteriori misure ad hoc per il Pesarese, che ieri era l’ottava provincia più infetta d’Italia per incidenza di casi rispetto ai residenti. I numeri, insomma, non sono ancora al sicuro. Anche perché, la scorsa settimana l’Rt era a 0,94, molto vicino a quell’1 che apre le porte della zona arancione (al netto della rivalutazione del parametro, come in discussione a livello nazionale). «La Regione si vuol far trovare pronta al previsto momento delle riaperture – scrive in una nota Palazzo Raffaello – e per questo chiede a tutti i cittadini di essere attenti, perché il virus è ancora in circolazione e ci sono molte persone ricoverate nelle strutture ospedaliere». 


I posti letto occupati
Il tasso di occupazione regionale dei posti letto, in generale, si è abbassato nelle ultime settimane: in area intensiva, al 9 maggio si era assestato sul 28,1%, inferiore al limite del 30% considerato soglia critica, ed in area medica è sceso al 27,2%, che rientra nel cut-off pari al 40%. Il bollettino diramato ieri dal Servizio Sanità, parla però di un leggero aumento nei ricoveri proprio nei reparti ordinari: se le rianimazioni passano da 59 a 58 degenti, e le semi intensive da 106 a 104, l’area medica conta cinque pazienti in più (230 rispetto ai 225 del giorno precedente). Ed anche i decessi, benché diminuiti, non si fermano: ieri tre vittime, tutte con patologie pregresse. Quanto al dato sui contagi giornalieri, come sempre il lunedì, risulta poco pregnante visto l’esiguo numero di tamponi testati: 1140 in totale, di cui 535 nel percorso nuove diagnosi. I positivi sono 57, di cui nessuno nel Fermano, 12 in provincia di Macerata, 34 ad Ancona, sei in provincia di Pesaro-Urbino, quattro nell’Ascolano ed uno fuori regione.

Ultimo aggiornamento: 15:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA