Terza dose, bimbi e allergie. Viaggio tra la gente che interroga i medici su siero e Covid: «Qui fate i vaccini al volo?»

La fila al punto informativo della Regione Marche
La fila al punto informativo della Regione Marche
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Lunedì 13 Dicembre 2021, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 15:27

ANCONA - «Mi scusi, non è che fate i vaccini qui?». Ore 14.45, piazza Roma, pieno centro di Ancona. La signora sulla sessantina, intabarrata dietro alla sciarpone di lana (da cui spunta la mascherina), si affaccia intirizzita qualche minuto dopo l’arrivo del camper e il gazebo di “Parliamone insieme”, la campagna di informazione voluta dalla Regione che ha chiesto ai medici di andare in mezzo alla gente per fugare i dubbi sull’utilità del vaccino anti-Covid. Il debutto è stato travolto da un insolito destino ma non era un film della Wertmuller. 

 
Sabato chiuso per maltempo
Sabato chiuso per maltempo, così come a Fermo e a Macerata. Si va in scena domenica in sfavore di vento. Ma la primula fucsia dal cuore giallo ormai non ha bisogno di pubblicità. Pochi gradi (meteorologici) in giro, molti gradi (sanitari) intorno e dentro il camper. Ci sono la direttrice generale Asur Storti, il coordinatore dell’Area Vasta 2 Guidi con la direttrice del dipartimento di prevenzione Cimini e il responsabile delle relazioni con il pubblico Sfredda. E poi c’è il professor Bonifazi, ex primario di Allergologia a Torrette. 


Il prof in prima fila
È lui che risponde a una coppia attempata che gli chiede sulla durata piena del ciclo completo del vaccino. «Sei o cinque mesi? Gli ultimi studi consigliano cinque - spiega Bonifazi - e le linee guida del ministero lo hanno recepito. Se potete prenotatevi così aiutare chi deve organizzare». Quella sulla durata della doppia dose di vaccino (o sul momento migliore per la terza, se preferite) sarà la domanda principe delle tre ore di confronto. Già dopo mezzora, lungo corso Garibaldi il movimento del passeggio si è infoltito. Si crea una fila. 


La dose pronto uso
C’è un uomo di mezza età, il cappello calato sugli occhiali che si appannano sopra la mascherina chirurgica: «Io volevo fare la terza dose ma ho sentito che per le prenotazioni c’è bisogno di aspettare, posso farlo adesso?». Stavolta è Guidi che fa da front-man: «Se vuole andare senza prenotazione ecco, guardi, le lascio il volantino con tutte le date del camper dove potrà ricevere la terza dose: sarà in giro fino al 21 dicembre».

Dopo le 16 il flusso prende consistenza. Bonifazi viene chiamato in causa sulle allergie («ho una malattia autoimmune, cosa rischio?) che rappresentano un terreno delicato per chi deve avvicinare il vaccino. Ci sono richieste dettagliate, fattori scatenanti e condizioni di salute incerte che spingono Bonifazi anche a scendere nei particolari clinici. Poco più in là c’è un giovane di 17 anni che vorrebbe un vaccino pronto all’uso.

Poco prima un papà con bambino aveva interrogato la Storti sui vaccini ai 5-11 anni allargando un po’ l’identikit medio delle persone che si sono presentate (in media dai 60 in su). Ci sono anche un paio di contestatori: arrivano separatamente, un uomo e una donna. Più che no-vax sono no-pass. Garbati ma fermi insistono sul Super green pass: «Renderlo obbligatorio limita la libertà di scelta, non è giusto».

Poi ci sono anche un paio di persone che si interessano alla prima dose. «Dubbi ne abbiamo ascoltati tanti (circa 120 persone sono state contate, ndr) - riassume Sfredda a fine pomeriggio - abbiamo soprattutto rassicurato. Bello vedere le persone andare via più serene».

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