Covid Marche, la Regione studia (da lontano) l’allargamento dei posti letto in area medica per evitare la zona gialla

Venerdì 10 Dicembre 2021 di Martina Marinangeli
L'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona fulcro della sanità della Regione Marche

ANCONA - È stato ed è materia di polemica politica (ieri anche i sindacati si sono lamentati) ma non saranno le voci dell’opposizione a frenare il percorso di allargamento dei posti letto Covid. La cabina di regia sanitaria, infatti, e soprattutto il servizio Salute, stanno studiando - seppur da lontano - anche l’ampliamento dei posti letto dell’area medica. La situazione al momento attuale è ancora sotto controllo, ma i monitoraggi tendenziali dell’osservatorio epidemiologico diretto dal dottor Marco Pompili ha già tracciato il momento del passaggio in zona gialla tra il 20 e il 27 dicembre.

 
Il superamento di due indici su tre
Dopo il superamento di due dei tre indici monitorati dal ministero della Sanità (incidenza per 100mila abitanti sopra quota 50 e occupazione posti letto nelle terapie intensive sopra il 10%), quello sotto la lente è l’occupazione dei posti letto in area medica. Con 112 degenti distribuiti tra i reparti infettivi (79 unità) e quelli di sub intensiva (33 unità), la situazione sul livello di guardia: in cifre, siamo all’11.4%, cioè a qualche punto percentuale dal fatidico 15 che sancirebbe il cambio di colore. Al momento non ci sono documenti ufficiali che spieghino quali saranno gli eventuali reparti a cedere il posto ai nuovi settori di area medica da destinare al Covid. 


Le cure dei malati ordinari
Anche mercoledì mattina l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, nel dare l’annuncio dell’arrivo della circolare ministeriale sulla vaccinazione pediatrica, è stato molto chiaro sulla necessità di garantire le cure ai malati ordinari, ad iniziare da quelli con patologie oncologiche. Se, infatti, l’aumento dei posti letto in terapia intensiva che si è registrato negli ultimi giorni è legato alle nuove realizzazioni previste dal decreto 34 del maggio 2020, incrementare quelli in area medica significa “rosicchiarli” da altri reparti, che andrebbero accorpati o messi in stand by.


Uno scenario evitabile
Uno scenario che, dopo quasi due anni in apnea, sia le strutture ospedaliere che i pazienti preferirebbero evitare. I posti attualmente disponibili nei reparti di area medica della rete ospedaliera regionale sono 966, ma nei momenti di massima criticità vissuti durante le precedenti ondate, si è arrivati a superare i 1400. Un dato dunque molto flessibile, ma dietro a quel numero accresciuto si cela la riduzione della disponibilità di spazio per curare pazienti non Covid. Un tetris macabro cui i nosocomi sono stati costretti nei periodi di picco pandemico.


Come andava un anno fa
Decisamente non siamo a quel punto – esattamente un anno fa, eravamo a 518 ricoveri in area medica, contro i 112 attuali –, ma la situazione va sempre monitorata con estrema attenzione. Per il momento, tra reparti infettivi e semi intensivi, i nosocomi coinvolti nella cura dei pazienti Covid sono otto: il peso maggiore lo sostiene Marche Nord con 44 degenti, seguita da Torrette a 28. Ci sono poi 12 pazienti all’ospedale di Fermo, 10 all’Inrca di Ancona, nove a Jesi, quattro a San Benedetto, tre a Macerata e due a Civitanova.

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