Scuola: quarantena, trasporti, vaccinazioni, palestre e regole in aula. A che punto siamo per il ritorno in classe nelle Marche?

Mercoledì 25 Agosto 2021 di Martina Marinangeli
La scuola al tempo del Covid

ANCONA - Mancano esattamente venti giorni al 15 settembre. L’Usr ha già attivato il tavolo permanente di controllo con tutti gli istituti per garantire il coordinamento necessario per avviare l’anno scolastico più difficile di tutta la storia dell’istruzione. Dalla quarantena più tracciamento alla mobilità scolastica, dai vaccini dei ragazzi al green pass per i professori, dalle mense alle palestre abbiamo voluto fare il punto sulle regole in vigore e su quello che potrebbe cambiare con il nuovo decreto.

 


QUARANTENE E TRACCIAMENTO
CHE SUCCEDE QUANDO UNO STUDENTE È POSITIVO?
La classe sette giorni a casa? No, nessuno ora vuole più la Dad


In caso di contagio Covid in classe, per il momento l’orientamento è quello di mandare gli alunni in quarantena, anche se immunizzati. Durerà però solo sette giorni anziché 10, come invece richiesto ai non vaccinati. Al termine di questo periodo, lo studente dovrà comunque sottoporsi al tampone e sarà l’Asur a predisporre la procedura per la classe. In caso di focolaio, si potrebbe anche arrivare a chiudere la scuola come extrema ratio. Scenario che potrebbe verificarsi anche nel caso in cui la regione scivolasse in zona arancione o rossa, ma il governo ha stabilito come priorità che le lezioni siano in presenza, dunque si cercherà di limitare quanto più possibile la dad. Per evitare che si ripeta il copione delle quarantene di classe visto negli ultimi due anni, la Regione ha dato mandato alla Stazione unica appaltante delle Marche di autorizzare la procedura per l’acquisto di 500mila test salivari da utilizzare principalmente in abito scolastico. 
Una spesa da 1,2 milioni. L’importo a base di gara è di 1.190.000 euro, iva esclusa, e la procedura si chiuderà a fine mese. La Regione spera che il governo sposi questa linea di utilizzare i test rapidi salivari - l’Istituto superiore di sanità sta studiando un piano per fare tamponi di massa - per evitare di mettere intere classi in quarantena preventiva ogni qualvolta venisse individuato un soggetto positivo. Oltre all’obbligo di green pass per il personale scolastico e ad una campagna di sensibilizzazione per far vaccinare i ragazzi, quella dei test salivari per monitorare e tracciare il contagio potrebbe essere parte della soluzione per garantire le lezioni in presenza.

TRASPORTO SCOLASTICO
IL TAVOLO PERMANENTE USR È GIÀ IN MOTO
La capienza va all’80% ma servono più soldi per gli steward a terra


Allo stato attuale delle cose, il coefficiente di riempimento dei mezzi del trasporto scolastico sarebbe fissato all’80% (anche in zona gialla), cosa che eviterebbe la necessità di prevedere ingressi ed uscite scaglionate dagli istituti. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro del tavolo prefettizio per definire i dettagli ma, al netto di modifiche sostanziali delle percentuali di riempimento dei bus, i Piani già elaborati per lo scorso anno scolastico dovrebbero essere sufficienti. La conoscenza del coefficiente di riempimento possibile è condizione necessaria per ogni tipo di programmazione, che qualora dovesse scendere sotto quanto richiesto dalle Regioni, comporterà l’adozione inevitabile dello scaglionamento di ingressi ed uscite, osteggiato dalle scuola, ma inevitabile secondo le aziende di trasporto.
La disponibilità di mezzi aggiuntivi
Non sarebbe solo un problema di disponibilità di mezzi aggiuntivi, ma anche di limiti fisici della viabilità, con capolinea scolastici spesso collocati nei centri storici. Nelle Marche si è poi affermata la pratica dell’impiego diffuso degli steward, operatori a terra nei pressi dei luoghi di accesso ai servizi di trasporto pubblico locale che regolano i flussi di discesa e salita sui mezzi, impedendo che si formino assembramenti nell’attesa. Palazzo Raffaello ha chiesto al ministero Giovannini ristori per questo onere ulteriore nell’ambito delle risorse sui servizi aggiuntivi, che spesso regista importi non trascurabili. Sul fronte delle sanificazioni, invece, oltre all’applicazione dei protocolli nazionali, nelle Marche si stanno sperimentando l’impiego di ozonizzatori ed il filtraggio dell’aria all’interno dei mezzi.

VACCINAZIONI E GREEN PASS
CONTROLLI DI PERSONA O INFORMATIZZATI?
Sospensione senza il certificato verde, pochi ragazzi protetti


Per il personale scolastico, sarà obbligatorio esibire il Green pass per accedere nelle strutture. Chi non è vaccinato o non ha un’esenzione, deve sottoporsi al tampone ogni 48 ore, test che sarà a carico del personale stesso, a meno che non si rientri tra i soggetti fragili impossibilitati a ricevere la profilassi. Se entro quattro giorni non si provvede ad esibire certificato verde o risultato del tampone, si viene sospesi dall’incarico senza stipendio. 
I controlli del dirigente Il controllo del Green pass è affidato al dirigente scolastico o ad un suo delegato, ma per definire le modalità organizzative nel dettaglio sono ancora in corso tavoli di confronto istituzionali. Il “check in” all’ingresso dovrebbe infatti svolgersi ogni mattina, rendendo farraginoso l’iter. Per questo, si sta studiando l’ipotesi di usare un sistema informatizzato per evitare di ripetere il processo tutti i giorni. Al momento, il personale scolastico è vaccinato al 96% almeno con la prima dose (88% anche con la seconda), mentre in circa 1500 restano fuori dai radar. Gli studenti non hanno obbligo di Green pass. La popolazione scolastica è completamente immunizzata al 33%: tra i 12 ed i 15 anni la percentuale è del 18,5%, mentre ha ricevuto anche la seconda dose il 48,7% dei ragazzi tra i 16 ed i 19. Mancano quindi all’appello anche della prima dose 46.674 giovani in età scolare, pari al 42,4% della popolazione scolastica complessiva (110.108). La maglia nera va ancora alla provincia di Macerata, con il 52,4% di ragazzi a tutt’oggi non vaccinati, mentre il dato più positivo si registra in provincia di Ancona che si assesta su un 36,2% di studenti rimasti fuori dai radar.

LE REGOLE IN AULA
MASCHERINE OBBLIGATORIE DAI SEI ANNI IN SU
La novità ventilatori, addio al metro tra un banco e l'altro

Sarà obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche, dai 6 anni in su, anche al banco. Nelle scuole materne e dell’infanzia, invece, a doverle indossare saranno soltanto gli insegnanti. Nelle classi in cui sono presenti studenti non udenti, si provvederà ad utilizzare mascherine trasparenti. Anche per quest’anno è previsto che gli istituti distribuiscano questi dispositivi di protezione, sua per gli alunni che per il personale scolastico. mascherine chirurgiche per gli studenti e per il personale. Cade invece l’obbligo imperativo del distanziamento di un metro tra un banco ed un altro, che viene declassato a “raccomandazione”. Dove non ci sia sufficiente spazio, si può derogare purché si mantengano le altre misure sanitarie. Nelle Marche, non dovrebbe porsi tale problema perché già lo scorso anno le scuole si erano organizzate in questo senso. Ai ragazzi non verrà rilevata la temperatura all’ingresso, che dovrà essere misurata a casa. 
La novità per le Marche
Una volta in aula, molti studenti marchigiani potranno contare anche su un ulteriore strumento di prevenzione del contagio: la Regione ha infatti stanziato 6 milioni di euro per installare nelle scuole dispositivi per la ventilazione meccanica controllata, al fine di ‘rinnovare’ l’aria, diluire la carica virale, ridurre il rischio di diffusione del virus e, di conseguenza, favorire un ritorno in presenza degli studenti in sicurezza. È stata accolta quasi la metà delle richieste di contributo e gli interventi hanno riguardati 170 scuole, per 1.500 aule e circa 24mila studenti. A queste risorse si aggiungono i 3 milioni di euro finanziati con fondo Fse per la sanificazione degli spazi.

MENSE E PALESTRE
SÌ A UTILIZZO DI TERZI MA CON SANIFICAZIONE
Soltanto gruppi-classe per il servizio refezione, un genitore all’ingresso

La parola d’ordine è sempre prudenza ed anche per l’anno scolastico 2021/2022 sono state previste delle misure di contenimento del contagio relative non solo alle lezioni ma anche agli ambiti “collaterali” rispetto al tempo speso in aula. Come già lo scorso anno, il servizio della mensa è garantito agli studenti, ma con appositi accorgimenti onde evitare di creare ambienti promiscui. Dovranno infatti essere organizzati turni articolati su gruppi-classe, per mantenere il distanziamento tra gli studenti durante i pasti e limitare al minimo la compresenza di gruppi differenti nello stesso ambiente. Riprenderanno anche le attività laboratoriali. Per quanto, concerne le palestre, invece, si potrà fare ginnastica senza particolari restrizioni, ma nel caso in cui l’attività fisica fosse al chiuso, si dovrebbero prediligere sport individuali e cercare comunque di mantenere per quanto possibile il distanziamento. Almeno finché si resta in zona bianca, la fascia di rischio più bassa, le palestre potranno essere utilizzate anche dalle associazioni sportive, cioè da terzi, previa concessione da parte dell’ente locale di competenza. Viene però richiesto che gli spazi siano riconsegnati alla scuola da parte dei fruitori sanificati. E sempre a proposito di accesso a persone che non rientrano all’interno della popolazione studentesca o del personale scolastico, sarà concesso ad un solo genitore di accompagnare il figlio davanti alla scuola. Gli ingressi dovranno infatti essere ridotti al minimo e, a questo scopo, i colloqui con gli insegnanti saranno con ogni probabilità ancora svolti online e non in presenza.

 

 

Ultimo aggiornamento: 15:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA