Primo giorno di zona gialla, cosa si può fare. L'idea di Acquaroli in un documento: affrontare questa fase con estrema cautela per riaprire le attività

Primo giorno di zona gialla, cosa si può fare. L'idea di Acquaroli in un documento: affrontare questa fase con estrema cautela per riaprire le attività
di Maria Teresa Bianciardi
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Lunedì 1 Febbraio 2021, 02:05

ANCONA Le buone notizie sono che da oggi le Marche entrano in zona gialla, dopo due settimane di limbo in arancione, e che oltre a ristoranti e bar torna a vivere anche la cultura con la riapertura di musei e mostre (dal lunedì al venerdì). Ma dietro alla decisione del governo di allentare le restrizioni vista la lenta frenata dei contagi da Covid a livello nazionale, c’è anche un dato che conclude l’ultima settimana di passione appena trascorsa. 

 
L’andamento
Il virus si è mantenuto stabile nel numero di positivi scoperti con i tamponi ma soprattutto si comincia a vedere un miglioramento sul fronte dei ricoveri ospedalieri. In 24 ore il numero totale dei degenti per il Coronavirus nelle Marche è sceso di 12 unità, portando a 601 il totale dei pazienti nei reparti. Altre 20 dimissioni registrate in giornata, sebbene le cose non siano sostanzialmente cambiate nelle terapie intensive e semi intensive. I numeri sono più o meno gli stessi, variano di pochissimo, ma non arrivano a segnalare uno stato di particolare stress. «L’andamento della pandemia, rispetto alla scorsa settimana, risulta stabile», conferma nel suo post domenicale il presidente della Regione Francesco Acquaroli, che è già al lavoro per mettere a punto un piano economico che possa far superare alle attività la crisi da Covid il più velocemente possibile. «Prepareremo un documento da inviare alla Conferenza delle Regioni, sentiremo le categorie e, se ci sono spunti utili da sottoporci, vi prego di inviarli al mio indirizzo mail», scrive il governatore che però mette le mani avanti: «La salute e la sicurezza devono essere sempre al primo posto, soprattutto adesso che siamo in zona gialla dobbiamo mantenere un atteggiamento molto prudente per evitare di rientrare in arancione. Però le Marche hanno anche la necessità di ripartire, con i vaccini che tardano ad arrivare ed i ristori che non bastano a sostenere gli imprenditori costretti da un anno a limitare l’attività». E allora? L’idea di partenza è quella di valutare, assieme alle categorie, se esistano margini per proporre alla Conferenza delle Regione un dossier in cui ipotizzare la ripresa di settori particolarmente penalizzati dal Covid mantenendo regole ferree su distanziamenti e precauzioni antivirus. 


I contagi
Un piano di massima che andrà approfondito in queste ore, mentre ieri il servizio sanità della Regione ha contato 362 casi positivi su 4.227 tamponi effettuati. Ancora alto purtroppo il tributo di vittime marchigiane per il Covid: ieri sono stati ufficializzati 12 decessi, 9 uomini e 3 donne, tra 63 e 98 anni, tutti con patologie pregresse. I pazienti erano residenti a Poto Sant’Elpidio, Sarnano, Monte San Giusto, Mondolfo, Fermo, Torre San Patrizio, Porto San Giorgio, Arcevia, Macerata, Civitanova Marche, Jesi, Ancona.

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