Anche Pesaro e Fermo zona rossa, ora trema Ascoli. Acquaroli firma l’ordinanza. Che cosa si rischia dal prossimo weekend

Martedì 9 Marzo 2021 di Martina Marinangeli
Anche Pesaro e Fermo zona rossa, ora trema Ascoli. Acquaroli firma l’ordinanza. Che cosa si rischia dal prossimo weekend

ANCONA - Le Marche si tingono di rosso per il Covid. Dopo le province di Ancona e Macerata, anche Pesaro Urbino e Fermo entreranno, dalle 00 di domani, nella fascia di rischio in cui vigono le restrizioni più severe. L’unico territorio a restare in zona arancione, almeno per ora, è l’Ascolano. La decisione - maturata anche alla luce dell’aumento esponenziale degli accessi nei pronto soccorso e della pressione insostenibile sulle strutture ospedaliere regionali – è stata messa nero su bianco in un’ordinanza (in vigore fino alle 24 di domenica) firmata ieri dal governatore Francesco Acquaroli, dopo una giornata campale di confronti con il Servizio salute ed i sindaci del Pesarese e del Fermano. 

 

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Nel weekend nuovo giro di valzer
Nel weekend – nell’attesa dei nuovi provvedimenti a livello nazionale –, tutti i territori saranno rivalutati in base all’andamento della situazione epidemiologica. «I numeri – fa sapere il presidente – indicano il forte incremento di casi anche nelle province di Pesaro Urbino e di Fermo, che mostrano una tendenza di crescita molto elevata seppure per poco non raggiungano la soglia di 250 casi ogni 100.000 abitanti. Nella provincia di Ascoli Piceno invece si registra un trend inverso, con un lieve calo dei contagi». Nello specifico, come si legge nell’ordinanza, nel Pesarese e nel Fermano è stata rilevata, nella settimana tra l’1 ed il 7 marzo, un’impennata nella curva del contagio: la prima è arrivata ad un tasso di incidenza di «242,9 casi su 100mila abitanti, con una crescita del 75,74». Nella provincia di Fermo, invece, «l’incidenza è di 242,8, con un delta di +51,83». Stando ai dati degli ultimi sette giorni, a guidare la classifica resta l’Anconetano, con un’incidenza di 488, seguita dal Maceratese con 326. Ascoli Piceno flette, assestandosi su un’incidenza di 189 casi ogni 100mila abitanti. Ma si teme che presto anche la provincia picena potrebbe capitolare.


Il tema degli ospedali
Preoccupa, e parecchio, la situazione degli ospedali: al 7 marzo, il tasso di riempimento dei posti letto in terapia intensiva è schizzato al 42,1% (la soglia limite oltre la quale si rischia il tilt è il 30%), mentre in area medica siamo al 52,4%, a fronte di una soglia fissata al 40%. Un quadro decisamente critico, illustrato ieri nel dettaglio dall’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e dalla direttrice generale dell’Asur Nadia Storti, prima ai sindaci del Fermano, poi a quelli del Pesarese: due distinte call con le quali si sono volute spiegare ai primi cittadini le ragioni dello slittamento in zona rossa. Riuscire a piegare la curva è fondamentale e, con questo obiettivo, ieri la giunta ha approvato un provvedimento con cui viene implementato di 30 unità il personale che si occupa del tracciamento, «anche in considerazione del diffondersi delle nuove varianti che richiedono uno sforzo ancora maggiore», precisa Acquaroli. Andranno ad aggiungersi ai 128 contact tracer ad oggi operativi, ma il numero è molto flessibile (e decisamente al di sotto di quelle che sarebbero le necessità). Parte delle risorse umane dedicate al tracciamento è infatti in forze anche alla campagna vaccinale, a cui vengono “prestate” quando necessario. «La situazione nelle Marche è drammatica – non usa giri di parole la deputata dem del Pesarese Alessia Morani, imitata da Casini e Mastrovincenzo –. Sono settimane che chiediamo al presidente Acquaroli di prendere provvedimenti rigorosi e severi per non far dilagare l’epidemia nella nostra regione. Invece, ha sempre aspettato che altri decidessero per lui. Ma governare significa soprattutto prendere decisioni, anche impopolari. Serve una zona rossa per tutta la regione. Forza, abbia un po’ di coraggio».

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Ultimo aggiornamento: 19:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA