Covid, il presidente Acquaroli scrive al ministro Speranza: «Ecco perché le Marche devono essere zona gialla»

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Andrea Taffi
Covid, il presidente Francesco Acquaroli scrive al ministro Speranza: «Ecco perché le Marche devono essere in zona gialla»

ANCONA - «Nel tardo pomeriggio di oggi (ieri per chi legge, ndr) ho inviato una lettera al ministro Speranza, per chiedere che nella valutazione sulla fascia di colore che si apprestano a fare nei confronti della nostra Regione, si tenga conto che l’indice Rt nelle Marche è sotto ad 1 ormai dal 15 novembre, e che se è vero che c’è stato un aumento dei casi durante le festività natalizie, ormai quasi un mese fa, è anche vero che in questi giorni la pressione ospedaliera sta scendendo». L’aveva annunciata, ieri l’ha scritta. Il governatore Acquaroli continua a provare nel tentativo di scardinare piccoli pezzi di vita blindata. 

 

 
La diminuzione dei numeri
Da qui la lettera al titolare del ministero della Sanità, Speranza. «Si sono dimezzati - continua il governatore delle Marche - i contagi giornalieri e sono stati aggiunti posti letto in terapia intensiva. Vogliamo continuare ad essere responsabili e collaborativi, ma chiediamo che i numeri che riguardano la nostra Regione siano valutati alla luce di un trend che dimostra un comportamento virtuoso dei nostri cittadini».


Le categorie falcidiate
Acquaroli ribatte sul tasto delle categorie falcidiate dai lockdown estremi, come quello dello scorso marzo, e quelli parziali a vari livelli che si sono susseguiti da novembre a oggi. «L’accoglimento di questa richiesta - conclude il presidente della giunta - oltre a riconoscere il miglioramento tendenziale della situazione epidemiologica, sarebbe importante anche per far fronte alla crisi di molteplici settori ed attività economiche che stanno pagando un prezzo altissimo in questa pandemia». Poche ore prima in consiglio regionale, Acquaroli aveva spiegato come «in pochi giorni possiamo assistere a variazioni repentine». Nella lettera il governatore non ne fa menzione ma allo staff ha confidato che come misura intermedia potrebbe anche accettare la possibilità di blindare i weekend a condizione però che si possa tornare in zona gialla. 


Tutto più difficile
Ma adesso è tutto più difficile dopo le dimissioni del premier Conte che si porta dietro tutto l’esecutivo nazionale. «Si sperava che alla fine avesse prevalso il senso istituzionale in un momento così delicato. Auspici? Preferisco non commentare le possibili evoluzioni». Serenità per la ripresa della scuola: «Il ritorno a scuola è punto che può significare normalità. La voglia di riportare tutto nelle condizioni ordinarie è lo stimolo principale che ci fa muovere in tutte le direzioni». Soddisfazione per il blocco dei 5800 vaccini Pfizer-Biontech arrivato ieri: «È un altro strumento che ci consente di garantire un pezzo di normalità. Confidiamo che i prossimi stock rispettino le previsioni e che prima possibile possiamo raggiungere l’immunità di gregge».

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