Acquaroli: «Prima della zona rossa c'è altro da fare. Niente mascherina all'aperto? Io la porto, non è un tana liberi tutti»

Martedì 29 Giugno 2021
Acquaroli: «Prima della zona c'è altro da fare. Niente mascherina all'aperto? Io la porto, non è un libera tutti»

ANCONA «Prima di pensare alla zona rossa, c’è il tracciamento». Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli riferendosi ai primi casi di Variante Delta rilevati nella nostra regione in questi giorni.

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E a proposito della "decadenza" dell’obbligo della mascherina all’aperto scattato da ieri, «non deve sembrare un "tana liberi tutti". Io la indosso anche ora. Bisogna continuare a portarla anche all’aperto quando c’è assembramento, bisogna stare attenti». Attualmente, i nuovi casi positivi nelle Marche sono sotto quella soglia fatidica dei 50 a settimana – ieri appena tre, di cui due nella provincia di Pesaro Urbino ed uno in quella di Ascoli Piceno – che permette un tracciamento puntuale, capace di spegnere i focolai che dovessero formarsi. L’azione di tracing cerca di individuare il raggio più ampio possibile intorno al singolo caso positivo con le inchieste epidemiologiche per fare gli isolamenti. Si fa il tracciamento concentrico sulle persone che hanno avuto un contatto stretto con chi è risultato affetto dal virus. Se questi ultimi soggetti sviluppano anche loro sintomatologia e, alla fine della quarantena di 14 giorni, risultano positivi, diventano casi indice e si allarga il tracciamento. È ciò che si sta facendo già ora con i soggetti infettati dalla variante Delta, sequenziati dal laboratorio di Virologia dell’ospedale di Torrette diretto dal dottor Stefano Menzo. «Tutto quello che faremo come sistema Italia lo faremo come sistema Marche - ha detto ancora il governatore -: credo che dobbiamo restare sereni e seguire le direttive che ci simo imposti. Pochi casi di variante Delta sono ancora tracciabili. Dobbiamo stare molto attenti sul tracciamento».

Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA