L'infettivologo Tavio: «Più effetti collaterali che benefici dai vaccini? Una tesi politica che non deve passare»

Giovedì 29 Luglio 2021 di Andrea Taffi
L'infettivologo Tavio: «Più effetti collaterali che benefici dai vaccini? Una tesi politica che non deve passare»

Professor Marcello Tavio, chi è vaccinato contro il Covid può comunque infettarsi e trasmettere l’infezione?
«Questa era una cosa nota, lo sapevamo sin dall’inizio ed è stato confermato dai dati maturati su milioni di casi. Chi è vaccinato può contrarre il virus, andare in ospedale, finire in terapia intensiva e morire. Ma la conferma non diminuisce in nulla semmai rinforza le tesi pro-vaccino perchè questo avviene in una percentuale molto molto bassa».

 

Di che percentuali stiamo parlando?
«Non ho il conforto degli studi sotto mano, ma siamo nell’ordine delle 100 volte in meno. La protezione che il vaccino costruisce dall’infezione e da tutti i passaggi che ho sopra menzionato è di enorme spessore».

Una delle tesi più in voga tra i no vax è che nei giovani gli effetti collaterali dei vaccini possono superare i benefici. È così?
«No, assolutamente non possono superare i benefici. Abbiamo a disposizione vaccini che sono estremamente efficaci e sicuri quindi non deve, non deve (sottolinea il verbo, ndr) passare assolutamente la tesi che la vaccinazione è pericolosa per nessuna delle fasce di età. Se fosse passato che poteva essere pericolosa per gli anziani, figuriamoci per i ragazzi. Anche nei casi delle reazioni causate da un fenomeno ematologico che ha portato alla morte alcune persone, parliamo di una manifestazione estremanente rara che sappiamo essere legata a uun vaccino non più utilizzato. Ma anche in quel caso si trattava di evento rarissimo».

Ieri sul Corriere diversi parlamentari hanno sottolineato che è una follia consigliare la vaccinazione per i minori.
«Premesso che lo zero rischio in medicina non esiste non può passare l’idea che la vaccinazione sia pericolosa. Lo sottoscrivo con tutta la forza, un politico che dice questo se ne prende la responsabilità e non può indicare nessuno studio ragionevole. Fa un’affermazione politica, non scientifica». 

Quanto incide la fascia under 18 nel superamento dell’epidemia in Italia?
«L’obiettivo sarebbe ottenere una percentale di full vaccinated, quindi di persone con la vaccinazione completa superiore all’80%. Domanda: si può raggiungere l’80% della popolazione senza vaccinare tutti? L’80% della popolazione italiana significa 48 milioni di persone. Se riusciamo a vaccinare 50 milioni di persone potremmmo anche non vaccinare al di sotto dei 18 anni. Ma è un obiettivo difficile da raggiungere, è un calcolo statistico che mette a disagio qualsiasi sanitario».

Sarebbe utile poter vaccinare sopra 12?
«Sì che sarebbe utile, garantirebbe dei benefici sociali di grandissimo valore, ad iniziare dalla scuola. Avremo anche la normalizzazione dei comportamenti sociali per la nostra società. Questo consentirebbe una maggiore libertà. Io credo che la misura del green pass possa risultare un po’ burocratica ma se hai vaccinato la stragrande maggioranza della gente, al di là dei calcoli statistici, come medico dico che sarebbe utile estremamente considerare la vaccinazione di questa fascia per avere la maggiore copertura possibile. Senno ci saranno sempre delle fasce di popolazione vergini utili al virus per diffondersi anche se produce quasi sempre degli asintomatici».

Anche per i bambini i benefici della vaccinazione superano i rischi?
«Per i bambini, onestamente, non ho dei dati consistenti ma non mi occupo di bambini. Mi spiego: in medicina bisogna essere prudenti, finché la validità di una terapia non è provata è meglio non sbilanciarsi. Bisognerebbe sentire un pediatra su questo argomento. Credo che gli studi potrebbero dare esito favorevole per un motivo banale: la categoria in cui i vaccini venogno più normalmente utilizzati e con maggiori benefici è proprio quella degli under 12».

Perché alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, consigliano la vaccinazione solo ai minori fragili?
«Diciamo che i colleghi inglesi in questo momento probabilmente adottano una strategia per cerchi concentrici: una strategia che abbiamo adottato anche noi. In questo senso, si è valutato che sotto 18 anni c’erano dei segmenti più fragili da privilegiare. Ma non vuol dire che è pericoloso per altri, senno questo valeva anche per gli under 18 fragili».

Che cosa vede in questo momento il dottor Tavio?
«Credo che le istituzioni, in particolare il governo, debbano lavorare sull’utilità della vaccinazione, noi sanitari dobbiamo rassicurare sulla sicurezza e sull’efficacia. La strategia è sicura e efficace ricordando che in medicina non si ragiona mai in termini di 100 o di 0. Nessuno lo può prentendere da terapia. Se ho mal di denti e cerco una terapia non pretendo che sparisca: è piu che sufficiente trovare un analgesico che riduca il dolore al 90%».

Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 08:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA